CARCASS

St. George's Hall, Bradford 15/11/89

1990 - Distorted Harmony Records

A CURA DI
ALBERTO BIFFI
06/06/2018
TEMPO DI LETTURA:
6,5

Introduzione Recensione

Iniziamo subito ad eviscerare (si parla dei Carcass no?) questo disco cercando di fare luce su quale versione sia da considerarsi ufficiale, ma anche l'onniscenza di internet ci aiuta solo in parte in questo lavoro da veri investigatori musicali. Quello preso in oggetto in questa recensione sembra essere il disco più vicino all'ufficialità: numero di catalogo D.H.001, rilasciato sul mercato nel giugno del 1990. Edito dalla Distorted Harmony Records (da qui il numero di catalogo "D.H.") in versione limitata: un EP stampato su vinile 7" in sole 1000 copie. Ne esistono altre versioni licenziate dalla stessa etichetta che palesa il suo desiderio di voler spremere il più possibile da questa esibizione della band inglese. Precisamente sono quattro le edizioni successive e tutte ritenute non ufficiali. Una rilasciata nel novembre del 1991, stessa copertina e stesso formato, stessi brani e stesso numero di catalogo, seguita a ruota (nel medesimo mese) da una versione in picture disc rilasciata in 333 esemplari. Nel 2008 arriva la prima versione in CD con l'aggiunta di altri due brani e un nuovo artwork. Pensate sia finita? Nel 2011 la Distorted Harmony Records ci riprova: edizione in vinile limitata a 300 stampe, altre tracce aggiuntive e nuova copertina. Curiosità? Stesso numero di catalogo della prima edizione: D.H.001. Vale la pena spendere un ulteriore parola per questa misteriosa (e caotica) casa discografica. La Distorted Harmony Records era una casa discografica messicana, ormai chiusa. E tutto torna... pensate: stiamo parlando di un disco dei Carcass, maestri di attività post-mortem e in questo articolo si parla di un "live" edito da una casa discografica morta. Specializzata in death metal e black metal, l'etichetta nata nel 1990 pubblicò anche un live dei Carnage, ovvero la band dalla quale arriverà il mitico Michael Amott, colui che cambierà definitivamente il corso musicale dei Carcass (e non solo). 'Carnage - Live Stockholm, Sweden 4.11.89' è il nome del disco che immortala un esibizione che precede quella del trio di Liverpool di soli undici giorni. Altra curiosità "tecnica"? Il numero di catalogo del disco dei Carnage è D.H.003, ma ufficialmente non esiste nessun disco numerato D.H.002. Insomma... non esiste nulla che divida anche solo virtualmente i Carcass dai Carnage, pronti ad unire le proprie forze per formare una delle line-up più iconiche che il mondo del metal estremo avrà mai la fortuna di vedere e ascoltare. Ma ora, dopo tanti numeri, dettagli e codici, passiamo alla musica. Iniziamo prima di tutto ad accendere la nostra personalissima macchina del tempo (musicale), tornando al 1989, in un periodo dove il classic metal era ormai (già) consolidato intorno ai nomi più grandi, divenuti in una decade delle vere divinità, un periodo dove le band estreme iniziarono a solleticare le papille gustative dei metalhead ormai assuefatti a sonorità classiche e in cerca di nuove emozioni, di nuova energia, di nuove trasgressioni musicali. Spingersi oltre... sempre. Non è anche questo heavy metal? L'esser guardati male per i propri capelli lunghi, i primi tatuaggi (ai tempi non ancora sdoganati da alcune realtà come quella delle carceri ad esempio), le t-shirt o le toppe. Al contempo l'essere così "diversi" faceva sì che bastava incontrare un ragazzo con lo stesso look per stringere un alleanza indistruttibile; il collante? La musica, il sentirsi parte di un élite. Il voler essere diversi ma non soli. Essere un branco eletto, che ci distingue dalla massa di pecore. Questo era (ed è) il sentirsi metallari, e noi stiamo andando in un epoca in cui tutto questo era causa di fermento, un fermento musicale che a sua volta alimentava la passione dei kids che chiedevano musica sempre più veloce e pesante, in un rapporto di auto-cannibalismo che nuovamente ci riporta ai testi carcassiani. Abbiamo sistemato il "quando", puntando il nostro indicatore del tempo sul 15 novembre 1989. Manca il dove. Impostare le seguenti coordinate: 53°47'N 1°45'W. Città di Bradford, contea del West Yorkshire, Regno Unito.  Quella data faceva parte del Grindcrusher Tour, ovvero una tournée svoltasi in Inghilterra e organizzata dall'etichetta Earache Records. Il tutto era atto a promuovere quattro delle realtà musicali sulle quali la casa  discografica americana di Digby Pearson puntava maggiormente: Morbid Angel, Napalm Death (per la prima volta dal vivo con Mark Greenway al microfono), Bolt Thrower e appunto... Carcass. Ora cercate di visualizzare i tre visi sorridenti e inconsapevoli di Steer, Walker e Owen: Liverpool/Bradford: circa un ora e mezza di distanza da casa loro (la sera prima le quatto band avevano suonato a Nottingham). Li vediamo aprire una lattina di birra dietro l'altra, carichi come molle all'idea di portare in giro per l'Inghilterra la propria musica. Non sapevano che presto l'avrebbero suonata sui palchi di tutto il mondo.

Embryonic Necropsy And Devourment

Questo disco non riporta ovviamente l'intera esibizione di quella sera, e aggiungiamo che la scaletta di quel tour non fu mai la stessa. Erano circa nove i brani previsti ma come i cugini Napalm Death (24 brani!) non proposero mai la stessa setlist. Unici punti fermi i grandiosi Bolt Thrower, militari anche nella precisione e nell'esecuzione del proprio show, e i seriosissimi Morbid Angel, che in quel tour britannico proposero per intero il loro disco d'esordio. Ma loro sono death metal, nulla a che vedere con l'irruenza hardcore e l'attitudine punk della coppia Carcass/Napalm Death. Resta il fatto che il brano posto in apertura di questo EP e unico occupante del lato A è 'Embryonic Necropsy And Devourment', tratto da 'Symphonies Of Sickness', uscito solo 11 giorni prima: era il 4 novembre 1989. Esattamente la stessa data del live dei Carnage. Quante coincidenze e curiosità. Traccia numero sei del secondo disco dei Carcass, e se è vero che ci fa ascoltare (dopo i primi primordiali vagiti) le prime "parole" di una creatura in continua crescita ed evoluzione, è parimenti vero che in questa versione live viene letteralmente brutalizzata e stuprata dai tre sadici musicisti in erba. Non si parla tanto delle prova strumentale, abbastanza fedele a quella incisa sul full-length, ovviamente leggermente più veloce a causa dell'adrenalina "da stage", ma quanto per la prova vocale della premiata coppia Walker/Steer. La registrazione è pessima e mette in primo piano appunto le voci e i piatti fragorosi di Owen, mettendo in secondo piano anche un pubblico che sembra essere praticamente assente. Il bello dei live è sentire la partecipazione della gente, percepire il feedback, lo scambio di energie tra palco e platea, percepire quanto la band stesse caricando i propri fan e quanto i fan rilanciassero queste vibrazioni direttamente negli strumenti dei Carcass. Bill Steer interpreta bene anche i due assoli: il primo si chiama "Parturient Paste Sandwich" ('Panino Con Salsa Di Partoriente'), mentre il secondo si intitola "Pasteurized Fetus Goulash" ('Goulash Di Feto Pastorizzato'). Finalmente al termine del brano si sente il vociare del pubblico ma la cosa che ci impressiona è una voce filtrata (la stessa che in realtà presenta anche il brano) ricca di effetti e palesemente distorta, probabilmente è Jeff Walker che utilizza questo effetto, e ne abbiamo la riprova nel brano successivo. Tornando a 'Embryonic Necropsy And Devourment' come abbiamo detto, a parte un uso maggiormente efferato delle voci non ci discostiamo dalla versione incisa precedentemente: "I tuoi genitali crescono dopo la nascita"; "Un coagulato bimbo irrorato di muco. Le palpitazioni rigurgitano un feto che s'allarga in questa confusione". Parlando di Questo ovviamente è il testo che ci aspetta, volto a colpirci con un bel calcio nello stomaco dopo un abbondante pasto. Chissà cosa avranno pensato band musicalmente più "controllate" come Morbid Angel e Bolt Thrower nel sentire ogni sera questi testi e questa musica così aggressiva, veloce, caotica. Chissà se i Morbid Angel per un attimo pensarono che forse non era il death metal la musica più estrema della terra. Insomma... chi diavolo erano questi tre ragazzini che cantavano: "Succhia il muco su un piatto. Lecca via il suo pus da un cucchiaio. Rodi gli sfoghi cutanei su una stoviglia. Rumina sull'utero espulso"? Loro che inneggiavano in modo così confuso a Satana e ai Grandi Antichi lovecraftiani. Loro così precisi... pur nella loro confusione. E i Carcass? Caotici, veloci, dissacranti, con testi ai limiti del legale. In tre scatenavano l'inferno sul palco. Il testo è la "solita" accozzaglia di tutti gli elementi che il malefico trio pensa (a ragion veduta) di poter utilizzare per sconvolgere i benpensanti. Infanticidio, riferimenti sessuali, cannibalismo, aborto. Sottolineano abilmente quanto un feto sia privo di protezione verso la crudeltà ("Fragili arti polverizzati. Il dissezionamento è così crudo. Fradici organi e brodo da partoriente") e un attimo dopo sembra di leggere una ricetta di cucina ("Dona salacità a questo malsano minestrone mischiando insieme succhi post-natali. Il perito infante vien usato come magazzino ingurgitando quest'orrenda poltiglia. Sorseggia la brodaglia cervicale") dimostrando un cinismo e un senso dello humor (nero) inglese davvero annichilente. Come abbiamo scritto in precedenza finalmente al termine del brano sentiamo l'entusiasmo di quei fortunati metallari che assistettero a quella data.

Swarming Vulgar Mass of Infected Virulency

Arriva il momento di 'Swarming Vulgar Mass of Infected Virulency', altro brano tratto dall'allora freschissimo 'Symphonies Of Sickness'. Qui le distorsioni artificiali delle voci sono davvero palesi, e il mood è ovviamente lo stesso del brano precedente: voci più "cariche", e maggior "tiro" nelle parti strumentali, qui oggettivamente non velocizzate (l'originale è già una scheggia sparata a velocità warp) ma rese più in linea con il loro disco d'esordio. Insomma, se le menti dei tre musicisti li portarono ad evolvere sia tecnicamente che a livello di arrangiamento, una volta sul palco, con addosso birra e adrenalina i tre macellai musicali tornano ad essere il gruppo di 'Reek Of Putrefaction' (1988). Ci sono momenti in cui la coesione delle due voci partorisce davvero momenti di crudeltà da manuale (di medicina?) e i famosi rallentamenti presenti in questo brano non fanno altro che enfatizzare le repentine accelerazioni che ci tagliano come affilati bisturi chirurgici. In questa canzone prendono davvero forma quei riff che sentiremo poi (in versioni più tecnicamente elaborate) nei dischi successivi, quelli pregni di umori death metal e marcescenti subliminali melodie. Ora spostiamo l'attenzione però sul pubblico, quel pubblico solo apparentemente assente a causa di una registrazione non proprio professionale. Pensate... pensate al periodo storico e pensate al biglietto di quel tour, che i metallari inglesi si trovarono tra le mani. Pensate a quanti di loro furono consapevoli di cosa stavano guardando e ascoltando. Pochi? Molti? Non è dato saperlo, ma con il senno di poi quei fortunati presenti hanno (ora) la consapevolezza di aver fatto parte della storia quando gli stessi musicisti che idolatravano. Pensate ancora... la possibilità per chi amava il death metal di vedere dal vivo gli allora grandiosi Bolt Thrower, una "concept band" che faceva della guerra il proprio credo lirico e che proponeva un death metal testosteronico ed arrembante. Non solo... ebbero la fortuna di poter vedere dal vivo gli inquietanti Morbid Angel, portatori di quel verbo satanico fuso (con non poca confusione) ai miti descritti da H.P. Lovecraft. Ebbero la fortuna di vedere un giovane chitarrista innovativo come Trey Azagthoth (vero nome George Emmanuel III) che dalla Florida portava i suoi riff "storti" e i suoi assoli assolutamente particolari. E poi come "bonus" anche due band da "pub"... da centro sociale... due band magari già viste decine di volte visto la loro intensa attività live. Due band grindcore. Rifacciamo il gioco: pensate ai fan del grind che ai tempi supportavano con una verve da veri ultras i due "fenomeni" del momento: Carcass e Napalm Death. Pensate alla curiosità di vedere i Napalm Death con un nuovo singer, la voglia di sentire il nuovissimo disco dei Carcass in versione live. Il loro bonus? Due ottime band death metal. Due band che scrissero poi la storia del genere, mantenendo l'oceano tra loro. Il testo di questa 'Swarming Vulgar Mass Of Infected Virulency'? Una "volgare massa brulicante di virulenza infetta". La descrizione aberrante di come la carne marcisce, degenera: "Croste infettanti. Papille e pori. Carbonchi incalliti. Macchie e gelide piaghe. Spolpa le placche. Sangue settico che inizia a colare". Colpisce una piccola battuta tipicamente inglese e da sempre nelle corde della band: "Acne vulgaris puntuale come un taxi" e si prosegue con una descrizione a metà strada tra l'anatomia patologica e il sempre presente accenno di cannibalismo: "Il succo è spremuto. Il sebo sanguina. Lecca la sifilide. Lividi ed escrescenze". Al termine della canzone torniamo a sentire le voci degli entusiasti metallari.

Pungent Excruciation

Facciamo un passo in avanti e due indietro... temporalmente parlando. Viaggiamo ancora nel tempo grazie alla musica. Nella versione qui presa in esame (e come abbiamo spiegato nell'introduzione, l'unica ritenuta "ufficiale") i brani tratti dalla data di Bradford sono solo due. Originariamente uno per lato (del 7") è stato poi aggiunta 'Pungent Excruciation', registrata nella data successiva (che si tenne al Kilburn National di Londra, il 16/11/1989). Facciamo quindi un passo avanti di un giorno, ma un anno indietro con la musica, visto che il brano che chiude questo storico (e controverso) EP è tratto dal disco 'Reek Of Putrefaction'. La registrazione è ovviamente della stessa qualità delle due tracce precedenti e l'approccio dei tre ragazzi (se possibile) è ancora più violento della versione incisa sul disco d'esordio. Paradossalmente l'accenno di melodia presente nel solo di chitarra originale viene qui quasi del tutto spazzato via, con Steer che utilizza la leva in modo assolutamente slayeriano e riesce a far gridare di dolore anche la sua chitarra. Riesce a straziarla... uno "strazio pungente" (appunto 'Pungent Excruciation'). Nel brano si parla di riesumazione: "Sanguinaria riesumazione. Sfogo necrobiotico. Tormento masticante, palpitante. L'esofago è ora straziato", dell'odore della carne marcia, del tanfo,  della putrefazione. Si accenna al corpo violentato e oltraggiato, profanato: "Contaminazione. Strangolamento. Mutilazione" ma è il finale davvero disgustoso e oltraggioso che ci colpisce maggiormente. Dopo aver riesumato questa massa di carne ormai decomposta, che rilascia pus, enzimi e parassiti, si va oltre: "La mia notturna dissenteria è rilasciata su questa poltiglia". Che ragazzacci questi Carcass. Ovviamente il pubblico dal vivo non era in grado (sopratutto allora, quando il famoso ringhio di Walker - maggiormente intellegibile - era ancora lontano dall'affinarsi) di capire tutte le parole grugnite dal duo di cantanti, ma sicuramente intuirono che non si parlava di fiori e stelle. La violenza che i Carcass esibivano dal vivo era un collante (lo è tutt'ora) tra i vari brani, estrapolati solamente da due dischi, ma già così lontani tra loro. Il mood dei tre di Liverpool era così votato all'estremo che la setlist proposta in quel tour non mostrava distanze tra un brano e l'altro, rendendo tutto estremamente omogeneo e coerente.

Conclusioni

Il valore di questo disco è davvero opinabile. Una pessima registrazione che immortala un evento storico rimaneggiato più e più volte fino a saturare il mercato di versione di dubbia autenticità e interesse. Perché ne abbiamo parlato allora? Rileggete: "... immortala un evento storico". Ebbene i Carcass con questo tour ebbero il primo importante feedback da parte della propria etichetta e se il famoso EP "The Peel Sessions" poteva sembrare una sorta di circo di Barnum in cui far esibire i freaks musicali del tempo, in questo tour si era sicuri di raggiungere il target. Ci spieghiamo meglio... un programma radiofonico raggiunge indiscriminatamente chiunque (anche per sbaglio) si sintonizzi su quella frequenza e se è pur vero che la trasmissione di John Peel era rivolta ad un pubblico in grado di apprezzare diversi genere musicali e dalla mentalità musicalmente aperta (ricordiamo che nella sua trasmissione si esibirono band di ogni genere, dai The Damned ai Joy Division, dai T. Rex agli Ultravox) band come Napalm Death (anch'essi ospitati e registrati) e Carcass erano davvero troppo. Quanti degli aficionados di John Peel apprezzarono davvero quella cacofonia sovrastata da voci demoniache che raccontavano di banchetti con feti e ossa e grandi sorsate di pus? Forse raccolsero qualche nuovo fan (sicuramente) ma quanti si sintonizzarono espressamente per i Carcass? Pochissimi, le probabilità erano comprensibilmente scarse; date soprattutto le novità sconvolgenti e per molti versi spaventose che i nostri inglesi stavano portando all'interno del mondo Metal, fra un testo violento e disgustoso ed uno sfogo musicale denso di rabbia, urla e strumenti maltrattati all'inverosimile. Con il Grindcrusher Tour chi comprava il biglietto sapeva cosa aveva tra le mani, era magari la stessa persona che pochi giorni prima aveva comprato il secondo disco della band di Liverpool e magari la stessa persona che aveva seguito i tre ragazzi dei Carcass sin dalle loro prime esibizioni dal vivo. C'erano fan inglesi dei newcomer Morbid Angel, vero, e c'erano "hooligan" dei Napalm Death incuriositi dal nuovo cantante. Per non parlare del fedelissimo esercito di fanatici dei marziali Bolt Thrower. Insomma... si aveva in un mano un biglietto che valeva come quello dorato di Willy Wonka. Il black della prima ondata si era consolidato in realtà ormai (già) storiche, mentre la seconda ondata scandinava stava avendo i primi vagiti musicali. I fan dell'estremo di quegli anni volevano il death metal satanico e aulico, e il grindcore ignorante e dalla veemenza punk. Con quel tour ebbero tutto. Ebbero tutto i metallari che accorsero a quelle date (sette in totale delle quali una in Scozia), il death ed il grindcore. Ebbero la storia della musica davanti al palco e una storia musicale da raccontare. Per nostra onestà intellettuale e sopratutto onestà nei vostri confronti dobbiamo dirvi che questo non è assolutamente un disco imperdibile... anzi. Imperdibile fu quel tour, quel pezzettino della storia dei Carcass che in modo lucido e chiaro (e chiarificatore) definì il ruolo del giovane gruppo di Liverpool: diventare uno dei gruppi estremi più influenti al mondo.

1) Embryonic Necropsy And Devourment
2) Swarming Vulgar Mass of Infected Virulency
3) Pungent Excruciation
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