BURZUM

Thulean Mysteries

2015 - Byelobog Productions

A CURA DI
FEDERICO PIZZILEO
19/07/2017
TEMPO DI LETTURA:
7,5

Introduzione recensione

Fine agosto 1993. Ritorniamo di qualche passo indietro per spiegare alcuni episodi e vicissitudini rimasti inespressi per tanto tempo ma che, per dover di cronaca, contribuiscono sia nel creare un quadro generale dell'artista, sia nell'inquadrare un uomo come Varg Vikernes. Una volta consumatosi il famoso omicidio di Øystein Aarseth, dopo aver interrogato gli altri adepti alla scena metal norvegese riguardo quei famosi "giochi di potere di Varg" trattati nell'articolo su "Forgotten Realms", la polizia utilizzò - al momento dell'arresto - le diverse mappe dei giochi di ruolo attaccate alle pareti dell'appartamento in cui il nostro alloggiava, additandolo come un "megalomane che vuole diventare il re o il dittatore della Norvegia". A contribuire a quest'ultimo capo d'accusa, naturalmente fu anche un episodio che apparentemente fine a se stesso, si rivelò in quell'occasione un pretesto per aggravare la sua posizione: un incontro che ebbe all'ufficio di disoccupazione di Bergen. Al tempo, nei panni di un ragazzino ribelle e tediato dal - così detto - sistema, non aveva la benché minima intenzione di lavorare o pagare le tasse, così, quando gli venne chiesto dal funzionario dell'ufficio, quale tipo di ambizione lavorativa avesse in mente, egli risposte in tono ironico (ma per nulla compreso dall'impiegato): "Dittatore della Norvegia". Certamente, al momento dell'arresto questo simpatico episodio sottolineò l'idea della polizia di aver a che fare con un fanatico megalomane che voleva assoggettare l'intera Norvegia ed imporre il proprio marchio (NdR l'Occhio di Sauron presente sulle mappe di gioco del Signore Degli Anelli venne identificato come "simbolo satanico"). Allorché, queste prove vennero utilizzate in tribunale per aggravare la posizione del giovane Varg e condizionare il verdetto, nonché scioccare l'intera nazione. Come conseguenza, una volta sistematosi nelle quattro mura recintate del carcere, non gli fu permesso di giocare a nessun gioco di ruolo in quanto "la propaganda satanica non è permessa[?]"; tuttavia quando venne fuori che non si trattava affatto di propaganda filo-satanica, il bando venne indirizzato verso la propaganda nazista esercitata dalla divisione in razze differenti presenti in ogni GDR. A far da cornice a tutta questa situazione, persino la madre - che dava la colpa delle disgrazie della vita del figlio ai giochi di ruolo - si mise contro quella sua ragione di vita, cestinando tutto ciò che era stato messo in commercio di MERP (Middle-Earth Role-Playing) fino al 1993, insieme a tutti gli aggiornamenti e le ambientazioni di D&D (Dungeons & Dragons), RuneQuestTwilight 2000Conan e così via. Tutti i soldi, le fantasie che avevano cresciuto Varg fin da ragazzino erano state perdute per sempre. I reami boscosi e perduti in cui la mente del nostro si immergeva innumerevoli volte per sfuggire da quel mondo che non gli calzava svanì come polvere al vento. Tutta questa angoscia provocata dalla perdita di quelle tonnellate di giochi di ruolo, veniva ricalcata dall'impossibilità iniziale - in carcere - di poterne anche solo parlare... tuttavia, a partire dal 2007, gli fu finalmente concesso di ordinare una copia di D&D 3.5 dalla prigione in cui si trovava e finalmente, cosi facendo, poté ritrovare quella magia che l'aveva abbandonato qualche anno prima. La delusione prese il sopravvento; gli aggiornamenti avevano però portato nuove regole (illogiche, a suo dire) che non permettevano un'immersione nel gioco di ruolo; col tempo però, anziché provare nostalgia e crucciarsi per la perdita, gli venne un colpo di genio: capì che poteva crearlo lui stesso un gioco di ruolo a tinte fantasy. "Tutti i giochi di ruolo avevano difetti e aspetti negativi, anche MERP, allora perché non creare un gioco di ruolo esattamente come io avrei voluto che fosse?", questa era la domanda che si poneva il Nostro nelle mura carcerarie. Così in prigione, tra i vari intervalli e con il tempo libero a disposizione, iniziò a studiare e a lavorare al suo gioco di ruolo che espresse, ad intervalli regolari, pubblicando - una volta uscito di prigione - piccoli filmati, articoli sul proprio blog al fine di promuovere il gioco. Il tempo dunque passava, la ricerca e la smania perfezionista e la passione viscerale di Varg modellavano il gioco, giorno dopo giorno. "I giochi di ruolo fantasy fanno parte di me tanto quando lo è Burzum e in un certo senso essi sono facce della stessa moneta" diceva, "quando tutto sarà pronto pubblicherò il gioco" continuava a ripetere e a ripetersi una volta scontati gli anni di prigione. Dunque, nel 2015, il libro base era ormai stato pubblicato, continuando ad essere arricchito da piccoli libri illustrativi e di aggiornamento i cui titoli li abbiamo già incontrati, come ad esempio "Forgotten Realms". Con molto lavoro alle spalle, il nostro riuscì dunque nel poter creare un qualcosa che gli permise di esprimere il proprio io adolescenziale, riflettendo non solo la propria passione tradotta in ragione di vita (per lo meno per il Varg sedicenne), ma anche di portare avanti e rendere eterno, scritto nero su bianco, le storie, le ambientazioni e le vicende proprie di un'Europa Antica. Ecco che con il tempo scelse di unire il progetto Burzum al progetto MYFAROG, riuscendo a creare e pubblicare i singoli "Mythic Dawn""Forgotten Realms" e - attualmente - ultimo "Thulean Mysteries". Siamo quindi nel maggio del 2015, precisamente il giorno 15, e sul suo canale YouTube "Thulean Perspective" il Conte caricava quello che viene ritenuto il suddetto singolo. Pronti quindi ad addentrarci nei misteri iperborei, prepariamo lo spirito ed affondiamo in quel mondo ctonio della nostra coscienza.

Thulean Mysteries

Immaginate di incamminarvi in una fitta boscaglia, giungere al centro e sentire in petto di essere giunti in un luogo pagano in cui, in tempi antichi, veniva consumato un Blót  (trad. sacrificio-rituale). La magia persiste nelle fronde degli alberi, i misteri che quelle pietre hanno potuto vedere e vivere rimarranno celati agli occhi indiscreti... essere capaci di percepire l'energia degli Alfar (trad. elfi, in antico norreno) e dei landvættir (gli spiriti che governano il luogo) non è cosa da niente. Ecco dunque che "Thulean Mysteries (trad. Misteri Thuleani)" irrompe in sottofondo, incorniciando e penetrando con il proprio incedere ambient in questa nostra visione. Il profumo di sottobosco, la fresca arietta che tra i tronchi degli alberi si muove ed il suono dei rami secchi calpestati che avvolge l'insieme. Sembra di essere alla corte di un sovrano e tra una bevuta ed un'altra di idromele (sacra bevanda della Poesia), il bardo Varg intona note soffuse, espanse, che penetrano nel petto senza nessuna via d'uscita. Lento è l'incedere del pizzico allo strumento, il cui suono si espande come se fossimo in un'enorme sala in cui echeggiano le gesta degli uomini, cantati dai poeti scaldici. Carica di magia, la canzone crea una perfetta marcia su cui compiere un viaggio sciamanico, alla ricerca dei misteri dei tempi ormai perduti. Un'incessante reiterato insieme dello sfondo melodico, generato dalla soffusa arpa che viene accompagnata dal pizzico perfetto, privo di eco e più pungente di una seconda arpa ci segue e prende per mano in questo viaggio che voglio mostrarvi. Al centro del bosco cadiamo dunque a terra, ritrovandoci in una terra verde, fiorita, fredda ed avvolgente. Siamo a Thule (la mitologica isola, che abbiamo già incontrato in altre sedi, su cui vennero scritti una miriade di racconti) ed il nostro percorso inizia esattamente qui. Tra gli scorci ghiacciati, il mare dall'infinito orizzonte e la terra verde su cui pascolano animali, sembra di essere arrivati su un altro pianeta. Come esploratori muoviamo i primi passi in questo luogo a noi sconosciuto e cerchiamo, cerchiamo ed ancora cerchiamo senza nulla trovare i segreti che nasconde quest'isola a tratti abbandonata. Quello che il Lupo ha voluto portarci alla mente con il solo titolo del brano e la misteriosa ma affascinante melodia è una tradizione ormai in disuso: il racconto orale. Le storie e le gesta di eroi, le scoperte di terre lontane nonché le affascinanti e imprudenti avventure degli Dei ormai sono lontane dalla nostra civiltà. Lo studio, la ricerca, la fiamma sacra che continua ad ardere in Varg Vikernes qui continua a manifestarsi ed a racchiudere, ancora una volta, tre dei principali pilastri della sua vita: i giochi di ruolo fantasy (in quanto il brano è collegato ad una delle storie di MYFAROG), il progetto Burzum e la connessione con i propri antenati e con il culto ancestrale europeo. Chiudete gli occhi ovunque voi siate, immergetevi nelle note ripetute di questo brano ed accogliete in voi quella fiamma sacra che nutre la fame spirituale ed intrinseca di ogni vero europeo: il ritorno alle proprie radici, alla propria tradizione. Lo so, sembrerà a tratti ripetitivo ma chi ha orecchie per intendere, intenda! Il portare avanti una propaganda del genere, basata sulla realtà dei fatti e senza scopo di lucro non è da tutti e non è per tutti. Se sentite anche solo una scintilla di quel fuoco sacro che ribolle nelle vostre vene, ascoltatelo, cercate di più ed ancora di più. Abbandonate le spoglie e la vecchia pelle che vi hanno fatto indossare e tornate alla vera essenza. Non perdete occasione e lasciatevi anche solo guidare dalla musica scaldica del nostro compositore di Bergen. Ecco dunque che i misteri rimarranno tali se non sapientemente codificati: ma ogni cosa deve avere un seguito; e se è vero che tutto si trasforma e nulla si distrugge, allora prendiamo le redini della nostra tradizione e riportiamola ai nostri giorni, rispettando le regole imposte da chi è vissuto prima di noi e sapeva molto di più per il suo tempo. Tutto dipende da come vivi il tuo tempo, in realtà lo scorrere delle lancette non esiste e questa traccia ne è la prova. La magia che sprigiona, il senso di perdita della percezione grazie all'ipnotico incedere dell'ensemble melodico, sprigiona una sensazione di calma e di perdita apparente che ci attraversa il petto come pioggia.

Conclusioni

"Quando le luci elettriche del nostro mondo si spegneranno e tutti i computer faranno silenzio, si potrà ancora leggere un libro [?] durante il giorno ma anche durante la notte, alla luce di una candela, di una lampada a olio o di un fuoco. Ai dadi non serve elettricità per funzionare. E nemmeno a noi"

Ecco che quindi, se il compito dei poeti scaldici, al tempo, era quello di preservare la Tradizione, il nostro continua il lavoro che essi terminarono tempo addietro con la loro morte. Il ripetere incessante del solito ensemble melodico, come di consueto - se vogliamo - per il progetto Burzum, continua ad essere foriera di ogni più fervida immaginazione... se accompagnata alla conoscenza. Ecco che la progressiva maturazione ci permette di continuare il nostro percorso nella storia degli antichi, camminando sulle pietre del tempo. L'evoluzione (sotto ogni punto di vista) di Varg viene quindi tradotta di pubblicazione in pubblicazione, come uno specchio che riflette la crescita psicologica, fisica e spirituale del nostro. Partendo dai primi lavori quali: BurzumAskeDet Som Engang VarHvis Lyset Tar Oss Filosofem, continuando con i successivi lavori ambient e proto-dungeon synth come Dauði Baldrs e Hliðskjalf, per poi passare a Belus, FallenUmskiptarSol Austan Mani Vestan e The Ways of Yore,  la trasformazione è viscerale e radicale; sono passati 26 anni dalla prima pubblicazione e l'improvviso cambio di rotta è più che visibile. Il tempo dunque passa, non risparmia nessuno, gli anni tra le mura carcerarie hanno visto nascere lo spirito identitario di Varg Vikernes e la sua metamorfosi. Trasformazione con cui ha saputo sbalordire tutti, sottolineando il suo essere libero e fuori dai canoni, presentandoci pubblicazioni introspettive, meravigliose e profondamente diverse rispetto alle tematiche ed alle ragioni di fondo di ogni altro artista presente nella scena metal norvegese del tempo. Certo, le sue azioni hanno segnato per sempre l'immaginario collettivo, garantendosi egli la nomea di satanista e megalomane. Attributi i quali, come abbiamo avuto modo di vedere, non gli sono mai appartenuti. Satanista magari agli inizi e solamente di facciata, in quanto egli scorgeva in Satana un mero modo per ribellarsi allo strapotere cattolico della pudica Norvegia. Ben presto, però, il ragazzino ribelle cambiò, abbandonando "Satana" in quanto considerato (alla fin fine!) parte di quel culto che egli avrebbe voluto rinnegare, contrapponendo ad esso le sue fiere ed ancestrali radici pagane. Megalomane... beh, che il Nostro sia molto sicuro di sé, è un fatto assodato. La verità, però, sta nel mezzo: non dobbiamo confondere la fiducia in noi stessi per crassa spavalderia, e Varg non è mai stato tipo da "io, io, solamente io". Questo, lo sappiamo. Il suo amore per la natura e per la storia, la stima per chi sa cogliere i suoi messaggi... situazioni da sottolineare, per dovere di cronaca. Nondimeno il suo essere visceralmente predisposto per i pochi che sanno cogliere ed hanno saputo cogliere la sua essenza, lo rende un artista ed un uomo capace di essere un leader. Molte cose, infondo, son state dette su di lui e se solo pensiamo a quanto i media filtrino le informazioni che ci arrivano a mo' di tempesta, ogni giorno, possiamo ben capire quanta falsità nelle storie raccontate ci possano essere state. I fatti certamente parlano; le chiese bruciate, l'omicidio, alcune dichiarazione ambigue possono fuorviare l'ascoltatore ma la sicurezza di avere di fronte un grande artista, insomma, questa non dovrà mai svanire. Ciò nonostante sua musica sarà luogo di ritrovo dei profondi, degli afflitti come anche di quelle menti sopraffine e capaci di guardare oltre, nonché di coloro i quali hanno voglia di sapere e ritornare alle proprie radici. Il sottofondo ideale per chi - intorno al caldo di un fuoco - vuole semplicemente ascoltare o raccontare le storie che hanno affascinato per lungo tempo. Abbandonate gli schermi blu dei vostri cellulari, del computer, staccate per un attimo qualsiasi apparecchio elettronico ed immergetevi nella natura, comunicate con gli Dei ed ascoltate Burzum. Portate un po' di luce di Baldr nell'oscurità di tutti i giorni o - se volete - quel pizzico di oscurità nella luce, secondo una duplice prospettiva.

1) Thulean Mysteries
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