Francesco Passanisi
del 1 agosto 2012
letta 638 volte
La situazione concertistica metal in Italia non è certamente rose
e fiori, il che è un eufemismo per dire che è un disastro quasi
totale. I concerti più grandi e con i "nomi" più
importanti sono ormai tutti in mano alla Live Nation, sulle quali
nefandezze (dis)organizzative non mi soffermerò più di tanto (con
buona pace della mia gastrite), mentre quei pochi festival
indipendenti rimasti soffrono di una cronica mancanza di fondi (molto
spesso generata da un'assurda mancanza di supporto da parte del
metallaro medio che preferisce spendere 85 ? al giorno per vedere un
festival dove le band vengono classificate secondo i dati di vendita
e non secondo genere e qualità) e da limitati mezzi organizzativi e
supporto da parte delle istituzioni pari a zero. Nella mia Sicilia la
situazione peggiora ancora di più. Dopo il mezzo fallimento del
"Sikelian Hell Metal Fest" di due anni fa grazie
alla diocesi del posto e alla scarsissima affluenza al "Metal
Camp Sicily" di quest'anno, la possibilità di vedere eventi
di una certa rilevanza in una terra che è stata la culla di band
importantissime come Schizo, Inchiuvatu e moltissime
altre si è assottigliata sempre di più, soprattutto da quando
un'ordinanza del comune di Catania (che in passato, grazie alla sua
fiorente scena musicale, si garantì soprannomi come "La Seattle
d'Italia" e "La Bologna del sud") ha "regolamentato"
l'attività concertistica dei locali con una meravigliosa (cito
testualmente): "regolamentazione dei suoni acustici musicale che
potranno essere solo strumentali e non amplificati e comunque fino
alle 00,30", cosa che naturalmente non sta ne' in cielo ne' in
terra visto che in base alle dimensioni del locale e alla sua
acustica non esiste uno strumento che non debba essere amplificato
per migliorarne l'ascolto e colpisce i 9/10 dei generi musicali
esistenti al mondo.
In questa "Chernobyl Concertistica"
capita però di trovare piccoli angoli di paradiso che ti fanno
passare una giornata piacevolissima in compagnia di ottima musica ed
ottime persone. Una di queste è stata il 28 Luglio del 2012, data
della seconda giornata della terza edizione del "We
Rock Fest Open Air", festival organizzato da
intraprendenti ragazzi catanesi e dedicato alla memoria del mitico
Ronnie James Dio.
Arrivo all'ingresso della location e
faccio il biglietto, i miei occhi cadono sul banner della serata e mi
stupisco di pagare solo 5 ? per vedere 5 ottime band dell'underground
siciliano e un headliner come Fabio Lione,
un'ugola storica del metal in Italia che possiamo sentire sui dischi
di Vision Divine, Rhapsody, Labyrinth e ha
perfino sostituito per un breve periodo Roy Khan degli storici
Kamelot. Niente prezzi allucinanti, niente Pit Ticket, solo un
minimo compenso più che sacrosanto per gli sforzi di questi ragazzi.
All'interno della bella location trovano spazio anche piccoli stand
con strumenti musicali e merchandising metal, ma soprattutto un bel
palco rialzato (cosa non scontata in eventi di piccole dimensioni)
che ha permesso un'ottima visione del concerto da qualsiasi parte
della location mentre service professionale e degli ottimi fonici
hanno permesso al pubblico di godere a pieno le perfomance delle
band. Ad aprire le danze sono stati gli Inside
The Hole, band palermitana che con il suo Hard Rock
striato di Blues ed heavy metal e puzzolente di birra e sudore hanno
scaldato a dovere gli animi del pubblico già presente. Rapidissimo
cambio di palco e subito ecco arrivare i Concept
of Dream, band che iniziò nel 2008 come cover band di
gruppi New Wave of gothic Metal come Nightwish, Epica,
Him, Lacuna Coil, Sirenia, Xandria, The
Gathering, ma che in questa occasione presentano i loro primi 5
inediti che non si allontanano molto dallo stile delle band appena
citate ma mostrano già una buona dose di personalità compositiva e
un'ottima resa dal vivo, con una menzione d'onore per la sezione
ritmica formata da Gaetano Ronsisvalle (Batteria) ed Emanuele
Battiato (basso). Un altro rapido linecheck ed ecco arrivare i
palermitani Horcus. Inizia il
primo pezzo e per la seconda volta non arrivo a contare nemmeno 20
secondi che i suoni sono già perfettamente bilanciati, segno della
serietà degli organizzatori che si sono affidati ad un buon
professionista e non ad uno dei tanti "fonici autonominati"
che purtroppo infangano il nostro lavoro. Gli Horcus presentano un
Heavy Metal venato di Thrash dal fortissimo impatto sonoro e dalla
grande attitudine live (con menzione d'onore per la potenza vocale
del cantante Davide Prestigiacomo) che li pone in cima alle
mie preferenze tra tutte le ottime band che hanno partecipato a
questa serata. I Melodic Power metallers catanesi Hypersonic
sono il penultimo gruppo a salire sul palco prima dell'headliner
forti del loro fresco debutto sotto Underground Symphony records con
l'album "Fallen Memories",
molto ispirato da tematiche cristiane e di vita comune, che sta
ottenendo ottimi responsi. Conclusasi l'ottima prestazione degli
Hypersonic ecco che il palco accoglie il ritorno dei
Noble Savage dopo 3 anni
di assenza dal palco in una reunion che vede vecchi e nuovi membri
della formazione avvicendarsi sul palco. Questi 3 anni di inattività
non sembrano aver scalfito la band che porta sul palco un classico
Heavy Metal molto tecnico che rapisce completamente la nostra
attenzione e regalandoci un graditissimo ritorno e la speranza di un
seguito per il bel "Killing for Glory".
Prima di parlare del Lione Musicista, parliamo della persona. In
un'epoca dove capita di incontrare ragazzini al primo demo che si
sentono divinità in terra, vedere Lione passeggiare tra il pubblico,
prestarsi a foto, chiaccherate e guardare anche solo un pezzo di ogni
band è quasi "strano" e dimostra la semplicità e la
disponibilità di un professionista dalla carriera invidiabile.
Nell'Headlining Event Lione porta in scena uno show di primissima
qualità aiutato da musicisti di prim'ordine con una scaletta che,
oltre ai pezzi migliori di Vision Divine e Rhapsody, ha visto
l'esecuzione di brani storici come "Carrie"
degli Europe, "Fool for your
lovin" dei Whitesnake, "Wasted
Years" degli Iron Maiden e "You
give love a bad name" di Bon Jovi ottimamente
interpretati dal cantante dei Vision Divine.
Al di là della
qualità della proposta musicale del concerto (che forse non sono la
persona più adatta per commentare per la mia spiccata preferenza per
generi più estremi), la cosa che mi ha colpito di più è stata
l'ottima ed onestissima organizzazione, familiare ma assolutamente
professionale, che per 5 ? (per non parlare degli onestissimi prezzi
di cibo e bevande nell'apposito stand curato dallo stesso staff) ci
ha regalato una giornata di puro divertimento dimostrando una non
comune passione per la musica metal e un'ancora meno comune onestà e
bontà nell'organizzazione del concerto. Per usare una metafora
sportiva, il risultato finale è "We Rock Fest 1 / LIVE NATION
-10".
Nota: Un sentito ringraziamento a Claudia
dello Staff per avermi recuperato le setlist delle band e mi scuso
con gli Hypersonic per la mancanza della loro
setlist.
Setlist:
Inside the Hole :
we'll be
free
i'll fight for me
i pay for you
impression
love me
baby
beer! sex!..and fuckin roll
brown room
Concept of
Dream:
Bite
My Concept Of
Dream
Gargoyle
Melancholy
Horcus:
Sovereign of
Sand
Into the Fire
Man in the Void
Come here
A Soldier's
Diary
Heaven and Hell - Black Sabbath
Noble Savage:
Show
me your eyes
Shadows of the night
We'll never die
Of love
and eternity
Montecristo
The hangman
Fabio Lione:
Holy Thunderforce
Streets of Laudomia
Fool for your loving
Peace of time
Wasted years
Human Stain
Send Me an Angel
Cheeroke
Carrie
New Eden
You give love a bad name
Forever




