WITCHES OF DOOM - Obey
2014 - Sliptrick Records

CARTON

Perfect world

2012 - Autoprodotto

voto
7,5

Diego Piazza


del 21  luglio  2013
letta 668 volte

I Carton (sia ben chiaro, con una sola "o") sono un giovane band italiana, precisamente romana, nata nel 2007. L'esordio discografico, Perfect World appunto, è stato mixato niente di meno che negli USA, precisamente a Milwakee nel Wisconsin da Joel Wanasek, un grossa opportunità che i Carton non si sono lasciati sfuggire. Lo stile della band può essere ben identificato nella frase con cui si presente nel loro sito Facebook che potrebbe essere così tradotta dall'inglese : "Fottutamente autentici riff grooves , grande potenza ritmica con l'aggiunta di lead e screaming vocals !".   L'album si apre con la mazzata sonora di "Perfect World" , titolo chiaramente ironico e lo si capisce già dalla voce "telegiornale" che dice "è stata ritrovata una fosse comune con centinaia di corpi". Un assalto sonoro con la baionetta innestata, magari molto semplice ma dall'impatto e nel significato chiaro.   "Shut up !" è ancora una breve e violenta cavalcata thrash, questa volta rivolta all'ipotetico politicante di turno che promette e non mantiene, badando solo a lucrare per i propri meschini interessi (gli esempi italici si sprecano !). L'album ha un ottimo sound, moderno e graffiante e la voce di Cristiano Iacovazzo ha dei punti in comune con il singer dei Rage Against Machine, Zack Della Rocha.  La somiglianza vocale tra i due non deve però creare degli equivoci: i Carton puntano virano decisamente verso il metal, lontani dallo stile più alternativo e funky dei RAM.  In "Jump" si dilatono meglio i tempi della canzone ma rimane sempre aggressivo l'impianto ritmico e lirico, "salta giù dal trono" riferito a chi si sente superiore e arrogante, quante volte lo vorremmo dire anche a dei nostri colleghi sul lavoro ?   Impressionante ancora il suono delle chitarre (con in sottofondo degli inquietanti vocalizzi) all'inizio di "Horror Kapabp" , mid tempo caratterizzato da un cambio di tempo nel ritornello dove viene gridata tutto il ribrezzo e la rabbia per l'utilizzo della vivisezione come sistema per conoscere meglio certe formule chimiche del cervello o di quant'altro , ma con l'incertezza sulla sua utilità effettiva ! Torna la macchina da guerra ritmica di Alessio Martucci (autore anche dei backing vocals) al basso e Ferrucci di Marzio alla batteria in "Fuckin' hard day".   La velocità delle strofe è alternata con il clima più sereno del chorus , ancora una volta sorprende la maturità dei testi dei Carton; infatti questa volta è la quotidianità della nostra vita con tutti i suoi assurdi che scatena la rabbia compositiva.    "Brave Captains" può risultare un po' ripetitiva fino al secondo chorus, del resto l'approccio è lo stesso delle canzoni ascoltate fino ad ora, un rallentamento senza nessun assolo e poi via ancora allo stesso ritmo forsennato sino alla fine. Il brano, obiettivamente mediocre, si spegne senza acuti mentre ancora un volta per nulla banali le liriche che parlano della "fuga dei cervelli" verso l'estero, alla ricerca di fortuna lontano dalle proprie radici. Straordinario come i Carton siano veramente in sintonia con quello che succede nel nostro straordinario ma mal governato paese negli ultimi anni.   Anche in "Wrong Way" comincia a sentirsi una certa stanchezza e ripetitività , del resto il modo semplice e diretto di concepire i chorus dei Carton è la loro fortuna ma anche il tallone d'Achille della band.  "Don't blame me" , forse il brano dal punto di vista ritmico più estremo chiude un trittico non esaltante dell'album, qui si parla per altro di scelte della vita che possono essere sbagliate (vedi anche "strade sbagliate" della canzone precedente) ma nello stesso non bisogna giudicare chi ha sbagliato ma che ha  avuto il coraggio di prendere delle scelte difficili.  Il giro di basso del già citato Martucci ci introduce finalmente ad un brano dalla cadenza oscura , malefica ma diversa da tutto quello ascoltato fino ad ora. "Young lost" contiene comunque un accelerazione poderosa centrale ma rimane nelle testa per l'incedere drammatico del riff, pesantissimo che ci vuole ricordare tutte le giovani vite spezzate, nello sport, nella cultura, nel lavoro in tutti quegli ambiti in cui avrebbero potuto avere successo ma sono stati stroncati o da incidenti o da malattie incurabili. Ancora una volta leggere le liriche dei Carton è come sfogliare un quotidiano , quante giovani vite spezzate leggiamo tra incidenti automobilistici e ad altre morti assurde ogni giorno ?  Un riff cadenzato e pesante di Dan PK fa capolinea nei primi secondi di "Prophecy 2.0.12" , prima della consueta accelerazione thrash e di una parte narrata centrale, appunto una sorta di "profezia".   Da notare il raro assolo contenuto nel brano ad opera di Joel Wasanek che come detto all'inizio ha mixato l'album dei Carton. Al termine di liriche drammatiche, in cui la politica del mondo e la cronaca nera la fanno da padrone con quest'ultima canzone i Carton auspicano una fine del mondo da cui però l'umanità possa rinascere con nuovo vigore e spinta da un maggior senso di giustizia. Torna, fin dal titolo ancora una volta il tema della Profezia dei Maya, in teoria superata nel loro calendario ma, il significato più profondo rimane ovviamente quel senso di disagio che ottenebra le nostre vite e la nostra Terra, sempre più inquinata, sovrappopolata e violentata dalle azioni dell'uomo.  Tornando al discorso musicale, i Carton sorprendono per maturità e intelligenza, perche le canzoni più belle non sono sempre quelle più complesse e ostiche di 10 minuti ma spesso, l'essenza di un riff indovinato o di una melodica contagiosa può anche essere contenuta in pezzo diretto di soli tre minuti, la grandezza sta nel trovare quel groove, quel chorus accattivante che colpisce fin dal primo ascolto.   Dunque, senza inventare nulla di nuovo (ma questo è banale, chi ora come ora può dirsi completamente originale ?) i Carton si propongono come un band sicuramente travolgente dal vivo, non resta che forse rendere in qualche maniera più vari certi momenti studio senza ovviamente inquinare il lato più puro e sano della band la cui aggressività innata la fa da padrone.  


Tracklist : 
  1. Perfect world
  2. Shut Up
  3. Jump
  4. Horror Kebabp
  5. Fuckin' Hard Day
  6. Brave Captains
  7. Wrong Way
  8. Don't Blame Me
  9. Young Lost
  10. Prophecy 2.0.12
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