Total Metal Festival 2012

2012 - Vivo Management

A CURA DI
ALFANO, DEL MEDICO, D'ORSI
13/08/2012
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recensione

Ci sono occasioni nella vita che non bisogna assolutamente lasciarsi sfuggire, come l'unica data live di uno dei gruppi che hanno fatto la storia del thrash metal e con il quale si è cresciuti ascoltandone i preziosi capolavori pubblicati. Se la band in questione risponde al nome dei Testament, le follie per poterseli gustare sono quanto meno d'obbligo; Chuck Billy e soci in concomitanza con l'uscita del nuovo album dal titolo "Dark Roots of Earth" sono stati gli headliner di un bellissimo festival alla sua nona edizione, il Total Metal Festival Open Air, che quest'anno si è svolto nel Parco Storico "Lago del Bosco" a Toritto in provincia di Bari. Il luogo che ha ospitato la manifestazione aveva davvero una marcia in più rispetto alle locations del passato e gli organizzatori hanno fatto centro, offrendo tutto lo spazio necessario sia alle band, che ai fans presenti. Per me che sono del sud Italia è una vera soddisfazione che un festival storicamente giovane come questo, abbia finalmente sfondato, chiamando come gruppo principale un gran pezzo di storia del metal. I cancelli del parco hanno aperto già dalle ore 13:00 e data la lista di gruppi (ben quindici) a ragion veduta direi; io purtroppo sono arrivata intorno alle 18:00 perdendomi circa la metà delle band, in particolare mi è dispiaciuto non aver visto e sentito i Symbolyc, che conosco artisticamente avendoli già visti live al Welcome to the Pit Open Air dello scorso anno, ed avendo scritto per loro la recensione del debut album. I ragazzi hanno una marcia in più, sono innazitutto ottimi musicisti ed il full length "Engraved Flesh" è una botta devastante e coinvolgente, in sede live poi sono delle macchine da guerra, hanno un'energia incredibile, Diego Laino il vocalist ha un'ottima presenza scenica e convince il suo cantato e l'altro pezzo da novanta è il batterista Raffaele Pezzella, una macchina schiacciasassi. Sono sicura che non hanno deluso il pubblico presente e mi auguro di potermeli gustare nuovamente al più presto; una band della quale invece ero molto curiosa di conoscere ed ascoltare ma che ho perso sono i salernitani Your Tomorrow Alone il quale materiale ascoltato mi ha impressionata piacevolmente. Un'altra opportunità che mi sono persa è stata quella di fare la fila per gli autografi dei Testament, la quale postazione chiudeva alle 17:30, dire che mi sono mangiata le mani con unghie e smalto nero annesso, è dire il minimo.. aaarrghhh!!!Ma ora voglio parlarvi un po' del posto, partendo dal presupposto che si trova in un angolino sperduto della Puglia, armati di un aggiornato navigatore satellitare ce la si può fare; io il mio fidanzato e due amici, tra chiacchiere, risate e connessioni telefoniche con il mio collega di sito che ci indicava la strada, ci abbiamo messo meno di quello che pensavo, considerato che ad un certo punto avevo seria paura di esserci persi! Il parco posto tra Toritto e Quasano gode sulla strada di una segnaletica che ne indica oltre la posizione anche l'area verde, per cui con un pizzico di attenzione in più le difficoltà sono ridotte al minimo. Arriviamo finalmente a destinazione e mentre ci dirigiamo al parcheggio, comincio a sentire la musica proveniente dal palco ed una sfilza di fratelli borchiati, si ristorano sul bordo della strada, vicino la cancellata del parco, riparandosi dal sole all'ombra degli alberi; tra di loro scorgo una mia conoscenza, il cantante dei Lacrimae Charontis, Giuseppe " GrezzMetal " Laginestra, doom metal band pugliese e più precisamente della provincia di Foggia. Decido di salutarlo dopo per non far fermare la macchina e bloccare l'eventuale transito di autovetture, così parliamo con lo staff che ci indica il posto dove poter posteggiare; finlamente giù dall'auto e pronti ad entrare. Lungo la strada mi fermo a salutare  Giuseppe e scambiamo due chiacchiere, poi la voglia di entrare è così forte che ci precipitiamo all'entrata. Li ad attenderci c'è il mio collega di Rock & Metal in My Blood Donatello Alfano, il quale abitando a Bari è stato così gentile da prenderci i biglietti che a Taranto non sono riuscita a trovare. L'addetto all'ingresso provvede ad obliterare i biglietti e finalmente possiamo entrare, saluto calorosamente Donatello che non vedevo da un anno e precisamente dal Welcome to the Pit con i Deicide, e gli chiedo dove si trovasse l'altro nostro collega venuto dalla bella Ischia; nel frattempo comincio a guardarmi intorno e mentre ci dirigiamo a salutare Luigi Tizzani, vedo di fronte a me un personaggio alquanto bislacco che subito suscita l'ilarità generale. Un uomo avanti con l'età, magro con lunghi capelli bianchi e barba del medesimo colore, vestito con una tunica chiara stretta in vita da una corda si presta a fare fotografie con le persone presenti. Questa sorta di Mosè è uno dei personaggi appartenenti al "villaggio medievale" una delle attrazioni del Parco del Lago, infatti il grande spazio circostante ha molte zone adibite ed apposite, da capanne con fuoco e braciere al loro esterno, a postazioni per il tiro con l'arco e con la balestra, duello con le spade e così via; una scelta simpatica e sicuramente gradita alla maggior parte della gente. Arrivo a salutare Luigi e poco dopo ci raggiunge uno degli ultimi arrivati nello staff di R&MIMB, Angelo Lorenzo Tenace in arte Tepes, un altro fratello metallaro ed inoltre pugliese; dopo mi dirigo tra gli stand prsenti per la vendita di cd, gadgets, vendita di cibarie e beveraggi e mi fermo all'angolo occupato dal fumettista tarantino Enzo Rizzi, il creatore del personaggio di Heavy Bone, serial killer zombie appassionato di musica rock e metal, che ha creato anche il manifesto del TMF. Scambiate due chiacchiere conoscitive con il cordiale e simpatico Enzo, io ed il mio gruppetto ci aggreghiamo a Donatello, Luigi ed i suoi tre amici, immergendoci finalmente nel clima del TMF!!! Il sole è ancora alto ma la moltitudine di alberi presenti crea delle efficenti zone d'ombra dove ripararsi, tra birra e sigarette, chiacchiere e fotografie ascoltiamo i gruppi che si esibiscono; appena arrivati al parco il gruppo on stage è quello dei baresi Golem, con un melodic death metal pulito e lineare dimostrano di saperci fare in sede live. Seguono sul palco del TMF i lombardi Kenos che già dal primo ascolto hanno impressionato me e gli altri per l'ottima interpretazione tecnica, il giusto compromesso tra potenza ed abilità esecutiva, molto bravi! Un altro gruppo tecnicamente discreto ma non particolarmente originale nel songwriting ad esibirsi è quello dei Subliminal Crusher, a cavallo tra thrash e death offrono uno spettacolo godibile ai presenti. Arriva l'ora di ascoltarsi i Methedras che irrompono sul palco pieni di energia, l'influenza del thrash bay area si fa sentire così come le solide articolazioni del moderno death metal, in un compendio di efficace esibizione, intensità sonora e buonissima tecnica, in particolare quella del chitarrista Eros Mozzi un vero asso alle corde, tanto che si è prestato a fare da roadie alla chitarra per l'esibizione dei Dark Funeral. Fino a questo punto e da quando abbiamo cominciato a sentire le band presenti, il livello qualitativo ci è sembrato più che buono, parlo ovviamente dell'ambiente underground. La formazione che ha succeduto i Methedras purtroppo non gode della mia stima artistica, così come di altri appartenenti al mio gruppo di visione/ascolto; gli Scream Baby Scream definiscono la propria musica "horror shock metal" dove di veramente scioccante c'è di sicuro il loro look. Questa sorta di fratellini di Marilyn Manson un pregio lo hanno, la presenza scenica tra il teatrale ed il grottesco suscita interesse ed ilarità fin quando non iniziano a suonare.. per me quella è l'ultima fermata del treno degli Scream. Tecnicamente sufficienti come lo può essere un qualsiasi individuo che impara a suonare da autodidatta e che nel giro di pochi mesi, massimo un anno è in grado di coverizzare la discografia dei Motley Crue, non hanno nulla di orignale da offrire ne a livello di immagine, ne tanto meno a livello compositivo. In sintesi li considero una parentesi funny in questo festival che stempera la potenza degli altri gruppi presenti, con un teatrino di stampo horrorifico che fa più sorridere che spaventare ed un finale esilarante quanto imbarazzante della cover da loro presentata di una canzone di Lady Gaga.. (perché.. ma perchéééé?!!??!!). L'unica domanda che mi attanaglia sulla presenza della progenie di Marilyn Manson è "come ha fatto un gruppo così ad esibirsi come quart'ultima band, prima di altre (forse tutte..) molto più meritevoli?". Alcune idee me le sono fatte, ma preferisco non pensarci nemmeno e lasciare spazio ai ricordi di quello che FORTUNATAMENTE è venuto subito dopo. Con vero piacere dunque passo la palla al mio fidato collega Donatello Alfano che ci parlerà del prossimo gruppo, capitanato da Trevor Sadist. Il sole accecante per fortuna è soltanto un ricordo quando salgono on stage i Sadist e l'oscurità lo sappiamo bene, è una componente fondamentale per una proposta così particolare come il death/progressive dei genovesi, ovviamente la band è tra le più attese in questa edizione del TMF, gran parte dei presenti si riversa sotto il palco per quello che si trasformerà in uno dei momenti indimenticabili dell'intera giornata. L'intro "Aput" ci trasporta in un mondo misterioso e sinistro, dopo un paio di minuti lo show parte in quarta con la travolgente "Season In Silence" bastano pochi secondi per chi (come il sottoscritto) non aveva mai avuto la possibilità di vederlo dal vivo per rendersi conto di assistere all'esibizione di un gruppo fuori dal comune, l'attacco è diretto ed iper tecnico, la sezione ritmica composta da Andy Marchini (bs) e Alessio Spallarossa (bt) è precisa e potente all'inverosimile (un vero fiume in piena) il leader Tommy Talamanca è un musicista conosciuto ed affermato da tantissimo tempo ma riesce ancora a stupire tutti per il suo incessante destreggiarsi tra chitarra e tastiere, trovare un altro artista che possa ricoprire contemporaneamente in sede live due ruoli in modo impeccabile come ha sempre fatto lui è un'impresa difficilissima. Il volto più aggressivo del combo viene offerto da Trevor, il frontman nonostante qualche problema iniziale col microfono si lancia nella consueta performance colma di rabbia ed energia, la title track dell'ultimo full length grazie alla sua varietà di stili, cambi ritmici improvvisi e fantastiche melodie  ha il potere di ricreare l'atmosfera gelida ed inquietante del suo artwork, tutto questo mentre siamo ancora avvolti nella morsa del caldo. La tensione è sempre alta, lo dimostrano le due tracce estratte dall'album omonimo del 2007; "Tearing Away" è un mosaico di suoni che passa senza un attimo di sosta da momenti tiratissimi ad altri più evocativi caratterizzati da un lavoro tastieristico in cui emerge la profonda devozione dei Sadist nei confronti della grande scuola del prog rock italiano (con i mitici Goblin in testa) con la furiosa "One Thousand Memories" i liguri picchiano sempre più forte sui loro strumenti, non perdendo mai di vista la parte tecnica qui rappresentata da uno strabiliante break strumentale. Il singer è un indomito trascinatore, il suo potentissimo screaming dona una cospicua dose di cattiveria ad ogni pezzo, durante le pause tutti gli occhi sono puntati su di lui, le sue parole sono quelle di un autentico metal defender, chiede un applauso fortissimo per tutti i gruppi che hanno partecipato al festival e per il lavoro organizzativo della Vivo Management (il direttore Luigi Pisanello sale sul palco per abbracciarlo) la tribù metallica risponde in maniera assordante. Gli esordi della band vengono rievocati con una coppia di brani storici come "Tribe" e la conclusiva "Sometimes They Come back", a distanza di anni (rispettivamente sedici e diciannove) queste due tracce/simbolo riconfermano il valore assoluto di Tommy e soci e la capacità di essere sempre stati una formazione originale e fuori da qualsiasi schema prestabilito, i tre quarti d'ora a loro disposizione sono stati più che sufficienti a ribadire di aver assistito all'esibizione di una delle più grandi realtà del panorama estremo internazionale, uno show unico, intenso e coinvolgente... in una sola parola: memorabile! Eh si come afferma Donatello, uno spettaccolo memorabile ad opera di un gruppo tanto potente quanto evocatico nel sound, che rende onore al metal nostrano. Finito l'esibizione giunge l'ora della solita pausa tra una band e l'altra ed ognuno provvede a ristorarsi come meglio crede, io e la mia combriccola ci dirigiamo al nostro solito muretto per rifocillarci ed integrare i liquidi persi causa sudore, tempo pochi minuti ed un inaspettato black out mette temporaneamente fine al festival. Nessuno sembra preoccuparsi ed i presenti continuano a chiacchierare e ad aggirarsi tra i pochi stand rimasti illuminati, aspettando che il tutto si risolva. L'assenza prolungata di corrente si risolve dopo circa trenta minuti, ma con la conseguenza di un taglio alla scaletta dei brani eseguiti dai Dark Funeral e dai Testament, un peccato davvero.
Per presentarvi l'esibizione on stage del funerale oscuro quindi, ho affidato la scrittura ad una terza persona che firma a sei mani, con me e Donatello questo report, Francesco Del Medico. Al termine della coinvolgente esibizione dei Sadist, il pubblico del Total Metal Festival si concede una pausa nella splendida atmosfera medievale del Parco Storico "Lago del Bosco". Chiacchiere, cibo e l'immancabile birra allietano l'attesa per l'esibizione dei Dark Funeral, penultima band del festival pugliese. Ciò che invece mette a dura prova la folla è un fastidioso blackout, durato circa mezz'ora, compromettendo le tempistiche (e non solo) programmate. Il primo a salire sul palco, placando in parte il pubblico, è Dominator (Nils Fjellström), a cui è sufficiente un soundcheck per sbalordire la folla con la sua disumana velocità alle pelli. Mentre alcuni membri delle band che si sono esibite precedentemente completano le prove agli altri strumenti, da dietro il palco di tanto in tanto spunta un guerriero in armatura, che brandisce la sua Warlock: è Lord Ahriman (Micke Svanberg), fondatore e vero pilastro della band svedese, nonchè unico superstite degli innumerevoli cambiamenti alla line-up del gruppo. Dopo un'ulteriore attesa, raggiungono finalmente il palco Chaq Mol (Bo Karlsson), spalla di Ahriman alla chitarra dal 2003, il recente acquisto Zornheym (Tomas Nilsson) al basso e infine il neo arrivato Nachtgarm (Steve Marbs, già cantante dei tedeschi Negator) sostituto alla voce di Emperor Magus Caligula, che dopo ben 14 anni (la presenza più longeva nella band, dopo lo stesso Ahriman) lascia i Dark Funeral per gli impegni della vita matrimoniale (ma non era satanista?!?). L'esibizione della band scandinava offre un caleidoscopio di tracce estrapolate dagli albori musicali del gruppo fino agli album più recenti. E' infatti "Stigmata" (Angelus Exuro Pro Eternus, 2010) ad aprire le danze. Danze non tanto ben ballate purtroppo, e a questo punto è doverosa una piccola premessa. Sebbene il black metal non sia tra i miei generi favoriti, e nonostante il mio giudizio sia molto orientato a valutare il giusto compromesso tra tecnica e creatività (ed i Dark Funeral non sono stati brillanti da entrambi i punti di vista), ho sempre apprezzato la melodia di questi "nordici indemoniati". Sono sempre più convinto che la regolazione del suono e dei volumi prima di un concerto richieda personale qualificato e dedito unicamente a questa attività; a pagare il prezzo di tale mancanza sono stati questa volta i Dark Funeral, complice probabilmente il blackout sopra citato. Cosa mi è rimasto quindi dei vecchi cavalli di battaglia "The Secrets of the Black Arts", "Vobiscum Satanas", "The Arrival of Satan's Empire" e "An Apprentice of Satan"? O delle più recenti "Atrum Regina" e la stessa "Stigmata"? E' rimasta una batteria che, per quanto veloce ed impeccabile, ha letteralmente soverchiato gli altri strumenti dal punto di vista acustico, lasciando poco spazio alle melodie (già sfuggenti dal canto loro) della chitarra ed eclissando quasi del tutto il basso. L'unica a poter competere è la voce (più che altro il volume) di Nachtgarm, che non è riuscito ad ereditare la capacità di Emperor Magus Caligula di coinvolgere il pubblico, non rinunciando  per un istante al proprio scream, neanche per dire "abbiamo avuto problemi tecnici", riferendosi al blackout. Come spesso accade anche nei film horror, l'esagerazione nel voler sembrare cattivi e inquietanti scade nel ridicolo, e in quel momento il mio unico pensiero è stato Natchgarm che al rientro a casa col suo solito scream dice "Mamma, che si mangia oggi?" A parte questa nota sul cantante, resta l'amaro in bocca per una performance risultata meno gradevole rispetto alle ansiose aspettative anche se non per colpa della band, un gruppo che ha comunque fatto emozionare con la sua musica, i suoi volti dipinti e inquietanti, le sue armature gotiche. Inconvenienti di questo tipo, si sa, sono parte del mestiere. Auguro ai Dark Funeral più fortuna nella prossima esibizione, e a me stesso di poter essere ancora tra il loro pubblico. E con le note dei Dark Funeral, termina la lunga attesa per vedere e soprattutto ascoltare i veri Signori del Total Metal Festival. Finisce così la "quiete" prima della "Tempestament"! Con questo delizioso gioco di parole e prima di passare nuovamente parola, ci tengo a raccontarvi una cosetta simpatica che mi è capitata nella pausa tra l'esibizione dei Dark Funeral e prima che si esibiscano i Testament. Chiedo al mio ragazzo di accompagnarmi alla metal toilette e nel percorso che facciamo, ad un certo punto lui mi fa fermare facendomi notare oltre una cancellata con fitta retina annessa, il camerino dei Testament con la sagoma di Chuck Billy in controluce che passeggia e parlicchia con altre persone poco visibili, probabilmente gli altri del gruppo. Io e il mio ragazzo lo chiamiamo: "Chuuuck!!!" l'omone si avvicina e ci chiede come stiamo, il mio ragazzo con il suo inglese (che benedico come non mai) gli risponde che è tutto a posto e gli dice che abbiamo fatto tardi e non abbiamo potuto fare la fila per l'autografo. A quel punto Chuck chiede se abbiamo una penna e il mio ragazzo tira prontamente fuori l'occorrente.. e quella persona tanto mastodontica quanto gentile, ci firma l'autografo e ci saluta cordialmente. Che uomo! Che artista!!! Questo sarà uno dei ricordi più belli della mia vita! Mi sbrigo a fare quello che dovevo e mi precipito a raccontare l'avventura agli altri, appena sentiamo il soundcheck proveniente dal palco, ci fiondiamo in mezzo alla folla, facendoci strada ed insinuandoci per guadagnare terreno in modo da vedere il meglio possibile. La mia emozione è ai massimi livelli, come vedo salire i Testament sfodero la fotocamera e mi impegno a catturare quei volti che rimarranno impressi nei miei ricordi a vita, ed ora Donatello ci descriverà la furia devastante di Billy e soci e dello straordinario ed emozionante spettacolo che hanno dato. Mancano circa venti minuti all'una di notte e finalmente arriva l'attesissimo momento dell'esibizione dei mitici Testament! Il pubblico del TMF comincia a gridare e ad incitare a squarciagola i giganti del thrash californiano; il primo a salire sul palco è un Gene Hoglan in ottima forma seguito nell'ordine da un sorridente Alex Skolnick e da un concentrato Greg Christian, subito dopo arriva il turno dei due uomini che da oltre venticinque anni rappresentano la mente ed il cuore della band: Eric Peterson e Chuck Billy! L'entusiasmo è alla stelle ed appena Chuck attacca con un fragoroso "yeahhh" parte un assalto frontale paragonabile a quello di un impietoso ciclone! Bastano i primi secondi dell'opener del nuovo album intitolata "Rise Up" per venire trascinati nell'apoteosi metal firmata Testament, nonostante il pezzo sia uscito da pochissimi giorni tutti i presenti dimostrano di conoscerlo alla perfezione accompagnando il frontman in un refrain (When I say rise up/You Say War/Rise Up/War!) destinato a diventare un nuovo anthem nella carriera dei californiani. Lo spazio riservato al materiale più recente non si esaurisce qui infatti il gruppo regala un trittico letale di pezzi come il primo singolo "Native Blood" la terremotante "True American Hate" (con il drumming di Hoglan spaventoso) e l'articolata title track, ennesimo gioiello di potenza ed oscurità, un campo dove Peterson e soci sono sempre stati dei numeri uno, Skolnick ci tiene a sottolineare che noi siamo i primi in assoluto ad ascoltare questi brani in versione live, le ovazioni diventano sempre più forti ed assordanti! Chuck è la perfetta incarnazione del metal singer, un personaggio che come tutti sappiamo anche nella vita privata non si è mai arreso affrontando le sfide più difficili con un atteggiamento sempre determinato e positivo, ovviamente anche on stage rivela tutta questa straordinaria personalità riuscendo a catturare l'attenzione dei fans con una performance impeccabile, passionale ed energica, vederlo poi mimare gli assoli con il microfono anche per la millessima volta è uno spettacolo irresistibile, come si può non voler bene ad un grande uomo/artista come lui? Alex si rivela un compagno ideale come entertainer, le sue qualità tecniche sono universalmente riconosciute ma vederlo eseguire quegli assoli così ricchi di tecnica e feeling lascia sempre a bocca aperta come venti e passa anni fa, se a tutto questo aggiungiamo delle grandi doti come secondo performer possiamo sostenere (senza togliere nulla al valore dei suoi successori) che lui è il vero guitar player dei Testament. Tutti i nuovi pezzi vengono accolti in maniera grandiosa ma chiaramente quelli che tra headbanging frenetici e pogo forsennato mandano in visibilio l'audience sono i classici dei californiani; si parte con la storica "The New Order" per poi proseguire con altre bordate devastanti come "Into The Pit", "Practice What You Preach", "Over The Wall", fino ad arrivare ad un'impetuosa "More Than Meets The Eye", in questa rassegna comprendente una buona parte di storia del thrash metal anche il singolo del penultimo The Formation Of Damnation riconferma il suo status di classico degno di essere affiancato a degli inni immortali come quelli sopracitati, Peterson dimostra ancora una volta di essere il motore trainante della band, a suon di travolgenti e monumentali riff la sua chitarra assume le sembianze di una macchina tritatutto, con il contributo dei superlativi Christian e Hoglan l'effetto lascia a dir poco tramortiti. Il gran finale arriva con due bis estratti dall'imponente "The Gathering", due missili lanciati con tutta la furia e l'energia che hanno sempre marchiato a fuoco il combo di Oakland; la prima è una velocissima e annichilente "D.N.R. (Do Not Resuscitate)" poco più di tre minuti di tempesta metallica e con un Chuck incontenibile, la seconda è una cadenzata e letale "3 Days In Darkness" un colosso ritmico capace di abbattere perfino una montagna, il coinvolgimento raggiunge livelli vertiginosi e la band sembra intenzionata a proseguire con qualche altro pezzo ma purtroppo per via dei soliti orari da rispettare l'esibizione termina qui, lasciando il ricordo di uno show breve (a conti fatti è durato un'ora) ma strabordante di un'intensità con pochi precedenti, tanto da farci desiderare ardentemente un loro ritorno in tempi brevissimi con un tour esteso in giro per il nostro paese, è passato un quarto di secolo dal loro debutto nel mondo discografico... Oggi come allora per il futuro della nostra musica possiamo sempre contare su una leggenda vivente chiamata Testament, grandissimi!!! Con le orecchie ancora piene delle trascinanti note dei Testament, la gente comincia a diradarsi dal palco, ognuno alla ricerca dei compagni di viaggio per ritornare a casa, scambiandosi inpressioni sulla giornata passata e soprattutto per quel che è stato il tripudio finale. Anche alla piccola cerchia dello staff di Rock & Metal in My Blood tocca salutarsi, l'affetto che ci lega virtualmente si è materializzato in abbracci, sorrisi e pacche sulle spalle, oltre ad immagini fotografiche che tracceranno indelebilmente nel corso degli anni il nostro percorso di colleghi ed amici. Il TMF 2012 per me ha fatto centro tre volte, una per aver conosciuto altri miei colleghi ai quali sono molto legata ed aver rivisto Donatello, l'altra per aver goduto dei Testament le quali note mi accompagnano da quando ero una fanciulla e la terza di aver vissuto questa esperienza con quella che oggi è la persona più importante della mia vita, con la quale condivido un rapporto d'amore nato grazie alla passione di entrambi per il metal.. come si dice.. "Ronnie James li fa e poi li accoppia"!!!

Bands:

Testament
Dark Funeral
Sadist
Scream Baby Scream
Methedras
Subliminal Crusher
Kenos
Golem
Fake Mors
Reapter
Subliminal Fear
Symbolyc
Sleeping Shock
Your Tomorrow Alone
With All The Rage

Scritto da
: Donatello Alfano, Francesco Del Medico e Roberta D'Orsi