STEVE VAI

A CURA DI R&MimB

14/07/2013

In occasione di un "master class" ovvero di una lezione collettiva tenuta da Steve Vai nella città di Torino in data 19 Giugno 2013, abbiamo avuto l'opportunità di porgere al fuoriclasse delle sei corde, alcune domande sulla sua carriera e sulla sua vita. ( Lucia Rossi)

R&MimB: Cosa diresti del particolare suono del nuovo album?
Steve Vai: La musica spazia tra i vari generi senza rientrare in alcuno. E' uno dei miei lavori più raffinati. Mi sono concentrato molto sul fraseggio e sulle possibilità di suonare la chitarra in maniera delicata come mai era successo prima. Ci sono dei passaggi molti belli e intensi come "Velorum", "The Story of Light" and "Weeping China Doll" in cui ho utilizzato le 7 corde per creare alte montagne e mura di denso suono.
Ho usato grande cura in fase di registrazione e di missaggio, ho provato tutte le vecchie e nuove attrezzature disponibili sul mercato nel tentativo di ottenere il miglior suono possibile.


R&MimB: Come descriveresti "The Story Of Light" in 3 parole?
Steve Vai: Very Steve Vai

R&MimB: Secondo noi, una delle migliori tracce in "The Story of Light" è "No More Amsterdam". In quale modo è legata al concept dell'album?
Steve Vai: La storia parla di una sorta di anima inquieta, che si agita per tutta la vita alla costante ricerca di se stessa. Sebbene si imponga di raggiungere certi obiettivi e li consegua, non rimane soddisfatta a lungo. A un certo punto vede la propria immagine riflessa in uno specchio d'acqua. E alla fine scorge il profilo del proprio angelo custode, del suo più alto Sé e della voce che lo ha accompagnato e guidato per tutta la vita. Così impara che, dovunque tu vada nella vita, porti sempre con te ciò che sei.

R&MimB: Come ti è venuta l'idea di collaborare con l'Evolution Tempo Orchestra?
Steve Vai: Sono sempre stato affascinato dalla composizione - sin da quando ero ragazzino - e ho cominciato a studiarla a 9 anni. Ho scritto diversi pezzi per orchestra ma non ho avuto molte occasioni per farli eseguire.
Nei primi anni 2000, un mio amico olandese, "Co De Kloet", ha organizzato un concerto con The Metropole Orkest. Fu uno speciale Steve Vai Festival in cui eseguirono molte mie composizioni. Furono registrate e rilasciate su CD col titolo di "Sound Theories vol. I & II" e su DVD come "Visual Sound Theories". Ebbero molto successo, perciò altre orchestre cominciarono a contattarmi.
Evolution Orchestra è il nome che il mio team ha dato a qualsiasi gruppo io abbia riunito per eseguire le mie partiture. Nel caso dell'ensemble rumena, abbiamo incontrato degli eccellenti strumentisti impazienti di suonare la mia musica. Due anni fa abbiamo tenuto dei concerti che sono andati molto bene, così abbiamo pensato di provare altre volte.
Mentre scrivo, sto tornando a casa dopo la mia ultima esibizione con l'Evolution Orchestra. È stato quasi incredibile e sono felice di aver ripreso tutto su video.
Eravamo in una splendida arena e a metà del concerto, quando il cielo si è aperto in due e si è scatenato un temporale. Ho tutto su video e vedrò di includere anche questo nel DVD.


R&MimB: Quanto ti ha ispirato Frank Zappa?
Steve Vai: Frank è stato un pilastro per me, nella corso della mia carriera e della mia formazione.
Di lui ricordo soprattutto che, qualsiasi cosa volesse fare, la faceva e basta. Se gli veniva qualche brillante idea, la metteva subito in pratica, senza scuse o preamboli e senza aspettare che qualcuno lo facesse per lui, il che mi ha influenzato in maniera determinante. Ho lavorato per lui 6 anni, cominciando quando ne avevo 18, perciò ero particolarmente sensibile. Immaginavo che questo fosse il modo di ottenere le cose. Tu hai un'idea e semplicemente la metti in pratica.


R&MimB: Come ti senti riguardo alle esibizioni con il tuo maestro Joe Satriani al G3?
Steve Vai: E' sempre un'emozione e un onore suonare con Joe al G3 o in qualsiasi altra occasione. E stato il mio più grande mentore quand'ero bambino e negli anni abbiamo costruito un rapporto davvero speciale. È sempre stato grande. Da lui ho imparato soprattutto che devi sempre rispettare la chitarra, ovunque tu metta le dita e che qualsiasi cosa venga fuori deve sempre suonare come musica.

R&MimB: Hai qualche ricordo particolare legato all'esperienza con la "David Lee Roth Band"?
Steve Vai: Si: molti! I miei preferiti sono quelli riguardo alle arrampicate sulle montagne che facevamo con Dave. Lui era davvero appassionato così, nei giorni dello show, io mi alzavo presto, lui ingaggiava una guida e ce ne andavamo ovunque ci fosse una montagna da scalare. Non erano giochi per bambini. C'erano dei dirupi enormi e noi avevamo le imbracature e tutto l'equipaggiamento necessario.

R&MimB: L'anno scorso una casa discografica italiana ha pubblicato il video del Live at Donington dei Whitesnake, lo hai visto?
Steve Vai: Oh Certo, David Coverdale me lo ha mandato. È stato bello vederlo. Lo ricordo con affetto. "We were such hot shit back then!".

R&MimB: Cosa pensi dello sviluppo artistico di Devin Townsend? Ti piacerebbe lavorare con lui di nuovo?
Steve Vai: Sono pochi i musicisti che io ritengo davvero geniali e lui è tra questi. E' decisamente ispirato e terribilmente talentuoso, con un'inattaccabile visione. La sua musica può essere brutalmente intensa o particolarmente dolce ma c'è una corda melodica peculiare che la percorre tutta. Credo sia uno di quegli artisti che verrà ampiamente rivalutato e completamente apprezzato dai posteri, perché ha troppo talento per il mondo Metal di oggi.
He is "The One, Alone".


R&MimB: Hai registrato in studio e sei stato in tour con così tanti artisti! C'è qualche nuovo talento che ti ha impressionato in maniera più che positiva?
Steve Vai: Ci sono aspetti che mi colpiscono in tanti nuovi artisti ma non mi ancora è capitato di rimanere a bocca aperta.

R&MimB: Ti è piaciuto recitare nei film, lo faresti di nuovo?
Steve Vai: In circostanze speciali lo rifarei ma al momento non sto cercando alcunché del genere. Recitare nei film è un'arte e, sebbene io apprezzi i grandi attori, quando recito mi sembra falso e mi sento in difficoltà a cercare di renderlo credibile. Inoltre, ci sono dei tempi morti sempre molto lunghi. Preferisco decisamente il palco.

R&MimB: Hai rilasciato alcune tue canzoni su web - su Vai.com, iTunes and Amazon.com. Che cosa pensi delle nuove tecnologie versus le tradizionali modalità di registrazione?
Steve Vai: Penso che il modo in cui registriamo, produciamo e ascoltiamo musica stia cambiando e continuerà a cambiare e mi piace abbracciare qualsiasi nuova tecnologia nel momento in cui appare. Cerchiamo sempre convenienza e immediatezza e la tecnologia è la nostra migliore alleata. Sono convinto che alla fine ci aiuterà a tornare alla natura in una maniera del tutto sana e "organica". Ma prima dovrà abbattere le resistenze nostre e dell'intero pianeta.

R&MimB: Abbiamo saputo che sei un apicoltore, che cosa ci puoi dire riguardo a questo particolare hobby
Steve Vai: E' un meraviglioso e tuttavia semplice hobby. Lo consiglio a chiunque. Ti offre la possibilità di rimanere più vicino alla natura. È facile prendersi cura delle api: anzi, a dire il vero, non è quasi necessario, fanno tutto da sé. Devi solo evitare che talvolta si ammalino. Le aiuti a crescere e a produrre tonnellate di miele. Quello che tu prendi e porti via è miele in eccesso, che a loro non serve .

R&MimB: Cosa provi a suonare in Italia, visto che sei di origini italiane?
Steve Vai: Sono sempre impaziente di suonare in Italia. Molto dipende dal fatto che io sia di cultura italiana e sia cresciuto in una famiglia che ha sempre tenuto vive le tradizioni italiane. Perciò, quando sono in Italia e sento la lingua, gusto il cibo, incontro la gente, ammiro le bellezze artistiche e architettoniche, ecc ? mi sento stranamente a casa.

R&MimB: Che dici di salutare i lettori of Rock & Metal in My Blood?
Steve Vai: Ehi lettori di Rock and Metal in My Blood! "You may be my blood but I'm crawling up your ass".