SID FALCK

INTERVISTA

A CURA DI R&MIMB

21/06/2016

"Rock & Metal in my Blood" ha avuto il piacere di scambiare, in esclusiva, due parole con un autentico capitano di lungo corso del Thrash Metal. Storico ex batterista degli Overkill (nei quali ha militato dall'87 sino al '92) e tutt'oggi dietro le pelli, membro fondatore del progetto Infectus 13, Sid Falck ha gentilmente donato parte del suo tempo alla nostra realtà; parlandoci dei suoi ultimi impegni musicali, della sua storia di musicista e della sua vita in generale. Un autentico veterano nonché persona dal grande cuore e dal grande coraggio, un uomo che ha deciso di non piegarsi dinnanzi a nessun ostacolo.

R&MIMB: Parliamo della tua nuova band, gli Infectus 13: cosa ti ha spinto a dar vita a questo nuovo progetto?
SID FALCK: Beh, ho smesso di suonare per circa 15 anni e, ovviamente, le persone mi chiedevano se avessi intenzione di tornare a suonare. La mia risposta è sempre stata forse, un giorno. Il 23 dicembre 2012, dopo non essere stato bene per qualche mese, ero in viaggio per Phoenix, Arizona, e mentre mi trovavo disperso nel Texas, mi sentii molto male e fui portato in ospedale per problemi di cuore non specificati. Mi fu diagnosticata una grave fibrillazione atriale. Nel periodo compreso tra il marzo e il giugno del 2013, sono stato sottoposto a due interventi al cuore, ma mi fu detto che il problema non era stato sistemato completamente, per cui dovevo aspettarmi l'inaspettabile. Così, tutto d'un tratto, ho dovuto fare i conti col fatto che magari non avrei avuto qualche giorno. Dopo averci pensato molto e dopo aver parlato con un paio di carissimi amici, ho deciso che avrei almeno potuto registrare un altro album. Da qui il nome Infectus 13 (L'infetto 13), perché ho deciso di riprovarci alla fine del 2013.


R&MIMB: Il singolo "Enemy at the Gate" è molto potente e intenso. Cosa possiamo aspettarci dall'album completo, "Last Rites (Ultimi rituali)"? C'è già una data di rilascio?
SID FALCK: L'intero album sarà molto heavy, questo è certo. "Enemy at the Gate" è un'ottima rappresentazione di come suonerà l'intero lavoro. Però, devo dire che abbiamo pezzi più lenti, ma anche un paio di canzoni thrash piuttosto contorte. Quindi, avrà certamente un po' di tutto, ma soprattutto sarà heavy. Per quanto riguarda la data di rilascio, ho imparato la lezione e sarà rilasciato quando penserò che sia pronto lol. In origine, basandomi su esperienze passate, pensavo che 6-8 mesi di tempo per scrivere e registrare fossero molto realistici, ma questi non sono più i cari vecchi tempi. Parliamo di un gruppo di persone che non hanno mai lavorato insieme e che hanno background musicali molto diversi tra loro. Per questo ci è voluto molto più tempo del previsto, purtroppo. Il fatto che continuo a voler fare canzoni per diventare più forte, a mio parere, non ha aiutato. Ma credo di essere diventato anche molto impaziente.


R&MIMB: Come hai incontrato gli altri membri della band? Ci sono aneddoti che puoi raccontarci?
SID FALCK: Bob Barnak l'ho incontrato tramite Dave Linsk degli Overkill/Speed Kill Hate. Bob lavora con gli SKH e sono diventato un grande fan delle sue linee vocali, quindi è stata la prima persona con la quale ho avuto a che fare. È molto intelligente e talentuoso.

Shawn Sanders viene da un background metal completamente differente rispetto al mio e originariamente mi aiutava solo nella composizione. Ma dopo un po', mi sono sentito ingiusto ad avere qualcuno che mi aiutava con le proprie idee, che venivano registrate però da qualcun altro. Così un giorno, gli ho chiesto se aveva voglia di entrare a far parte del circo, e quasi prima di finire la frase, mi aveva già detto sì, lol.

Steve Pogue è arrivato proprio quando stavamo finendo le tracce di Enemy. Jenna, il chitarrista originale, aveva impegni precedenti e non poteva continuare, così, dopo aver parlato con Shawn e con la nostra amica Kelly (che ha provato a coordinare il tutto), è uscito fuori il nome di Steve. Al provino è arrivato, come ci aveva detto, con due tracce secondarie di chitarra per Enemy, per cui la decisione è stata piuttosto semplice.

Ho lavorato con un paio di bassisti. Eric Rose è stato il primo. Ha suonato per la prima traccia che abbiamo rilasciato, una cover di Paint it Black. Era molto appassionato, Eric è un bravissimo ragazzo e un ottimo bassista. Purtroppo, a quel tempo, aveva altri tre progetti mi pare e mi sembrava che non avesse il tempo necessario di cui avevo bisogno per gl I13.

Ho poi chiesto ad Andrew Guthrie, la persona più simpatica che conosco, se gli andava di entrare nel gruppo, spiegandogli subito che stavamo facendo le cose in maniera poco convenzionale. Anziché scrivere 12-14 canzoni e registrarle, le scriviamo e iniziamo a registrare batteria, basso e alla fine le chitarre, una canzone alla volta, altrimenti ci dimentichiamo tutto quello che serve per renderla grandiosa perché siamo contemporaneamente in studio. Purtroppo, di nuovo, Andrew ha a che fare con una cosa come 12 band e ho dovuto prendere la decisione che tra Shawn, Steve e un nostro amico, avremo delle tracce di basso molto curate.

A questo punto abbiamo, mi pare, otto canzoni delle quali sono molto felice. Ce ne mancano altre 3 o 4 per essere pronti a partire.

R&MIMB: Cosa farete per promuovere la vostra musica? Pianificate di fare un tour? Ci sono altri progetti all'orizzonte?
SID FALCK: Non lo so ancora con certezza. A questo punto, non ho parlato con nessuna etichetta, per aver il pieno controllo del processo. Di solito, le etichette promuovono il prodotto, ma non è lo stesso business che ho lasciato tempo fa. Quando sentirò che il prodotto è pronto, inizierò a cercare qualcuno interessato a rilasciarlo e a promuoverlo, da lì mi muoverò di conseguenza.

Quanto al tour, non mi vedo impegnato a fare un tour convenzionale. Non sarebbe saggio per i miei problemi di salute. Nonostante ciò, sono ovviamente pronto a esibirmi nel caso in cui qualche nome affermato dovesse chiederci di fare una manciata di date, per esempio. E sicuramente abbiamo parlato della possibilità di dedicarci al circuito dei festival, specialmente a quelli oltremare. Ma è un po' prematuro ancora lol dobbiamo prima finirlo per avere canzoni da suonare lol.

R&MIMB: Hai iniziato con gli Overkill nel periodo più di successo della band. Quanto è stato importante il tuo contributo per il successo della band?
SID FALCK: Ahahahah non penso di poter rispondere a questa domanda senza sembrare troppo presuntuoso!
Penso che Rat, senza dubbio, fosse un batterista davvero originale e quando sentiva un riff o una parte, non si poteva sapere come lo avrebbe interpretato. Sembrava essere molto influenzato dal punk, dove la frenesia e la spontaneità regnano. Io, invece, vengo da un passato molto tradizionale di hard rock/metal classico. Ero molto disciplinato nel suonare e forse anche un po' prevedibile. Quindi, e potrei sbagliarmi, penso che forse avrei potuto fare cose che le persone non si sarebbero aspettate, ma allo stesso tempo potrei aver aiutato a rendere le canzoni un po' più ordinate e più accessibile anche a coloro non molto confidenti con il thrash/power metal? Non lo so proprio. Penso stia agli altri giudicare.


R&MIMB: Come sei stato reclutato e quando è stato il tuo primo provino con gli Overkill?
SID FALCK: Il tour manager americano dei Battlezones e l'LD, Rick Lathrop, sono stati importanti allo stesso modo per gli Overkill. Quando Rat ha lasciato la band e dopo aver finito il tour con un sostituto, gli fu suggerito il mio nome. Verso novembre o dicembre del '87, Blitz mi chiese di andare a New York per fare un provino. Tutta la mia attrezzatura, però, era a Londra e mi trovavo nello stato di New York con alcuni amici. Oltre ad ascoltare i pezzi che mi avevano detto di imparare, dovevo solo suonarli una volta, su un drumkit preso in prestito - quello di Tim Mallare, a dire il vero. Devono aver gradito quello che hanno sentito, perché al provino hanno suonato il riff di quella è che è divenuta "Shred" e fondamentalmente la maggior parte delle parti della prima metà di canzone, le ho inventate al provino.

R&MIMB: Hai avuto la possibilità di suonare su tre splendidi album degli Overkill. Qual è il tuo preferito?
SID FALCK: Di nuovo, lol, come posso rispondere? Da un punto di vista personale?
Non mi piaccio su Under The Influence. Ho avuto 8 settimane in tutto per imparare un nuovo genere, imparare i pezzi nuovi ecc, e in verità, anche oggi, mi è difficile ascoltare le batterie di quell'album. Ottime canzoni, pessime batterie. The Years Of Decay aveva splendide tracce, ero a mio agio con lo stile della musica e con i riff. E, per questo, è stata un'esperienza completamente diversa, ho potuto contribuire alla composizione e le registrazioni furono relativamente semplici. Penso che sia un album che gli Overkill DOVEVANO scrivere in quel periodo ed è ancora il preferito dei fan.
Di nuovo, da un punto di vista personale, penso che Horrorscope contenga le mie performances migliori. Fu un processo totalmente diverso, specialmente nella composizione. Ma penso che sia la performance, la produzione e il materiale molto maturo, abbiano reso grande l'album. Ancora oggi mi trovo ad analizzare quel che ho fatto, come sentivo le parti ecc. Tutti e tre gli album hanno ottime canzoni, per me si tratta solo delle mie performances personali di ognuno.

R&MIMB: Su "Horrorscope" gli Overkill sono passati dall'essere una band con 4 componenti a essere una band con 5 componenti. Secondo il tuo parere, come è cambiato il sound con l'aggiunta di una seconda chitarra?
SID FALCK: Ovviamente fu una cosa completamente diversa la composizione. Ma credo che la più grande differenza fosse live. Avere una chitarra ritmica oltre a quella principale, rese le tracce ovviamente più simili a come suonavano sugli album.

R&MIMB: La band introdusse Chaly sugli artwork, che cambiamento ha portato ciò all'immagine della band?
SID FALCK: Ahh, Chaly lol non so che cambiamento abbia portato all'immagine della band. Voglio dire, Chali c'è sempre stato sin dalla fondazione degli Overkill, dall'84. Non fu come introdurre un nuovo elemento. Rendere Chaly la parte centrale della cover di UTI sicuramente aprì nuove possibilità per l'artwork degli album e anche per il merchandise. Penso che inserire Chaly nel video di "Hello From The Gutter" (Ciao dai Bassifondi) sia stata un'idea geniale e innovativa. Forse anche la prima?

R&MIMB: Che contributo hai dato alla stesura degli album degli Overkill?
SID FALCK: Con UTI molto poco ahahha. In tracce come "Drunken Wisdom (Conoscenza ubriaca)", "End of the Line (La fine della linea)", "Overkill 3" i miei suggerimenti riguardavano il come suonarle. Per il resto, dovevo fare riferimento ai ragazzi che mi indicavano la giusta direzione quando uscivo dai binari. Su TYOD, nonostante ci fossero momenti in cui DD o G dicevano "Hey, potrebbe starci bene qualcosa di diverso in quella parte", provavamo, alcune volte con successo, altre volte no. Penso che alla fine avessi talmente tanta fiducia in me da prendere la palla al balzo. Oltre alle parti di batteria, principalmente davo consigli sugli arrangiamenti. Su "Horrorscope" ero più incluso con la composizione, principalmente perché era una situazione diversa per DD che si trovava a essere l'unico responsabile. Di nuovo, contribuii di più nel senso che, se DD era bloccato su una parte, dicevo "Hey, prova questo, prova a fare così". Gli facevo vedere che c'erano altre direzioni possibili da esplorare con le sue idee. Ovviamente Rob Cannavino si unì abbastanza presto e portò le sue idee e prospettive al tavolo dove il lavoro per il nuovo album era moltissimo.

R&MIMB: Hai qualche storia divertente riguardo ai tuoi tempi negli Overkill?
SID FALCK: Molte ahahah. Nonostante quello che la gente può pensare o per ciò che ha sentito, nel 95% de casi, eravamo solo un gruppo di amici che si divertivano insieme a fare ciò che amavano. Ci sono tante storie alcoliche, come quella in cui, svegliandomi e lamentandomi per il mal di schiena, Blitz mi disse che la notte prima, l'avevo passata a camminare per la Germania e ad alzare le auto dal paraurti lol o quando ad Amburgo, in tour con gli Slayer, Tom e io ci ubriacammo davvero tanto e andammo al ristorante dell'albergo (dove il manager degli Overkill aveva un incontro con una casa discografica) e iniziammo a giocare a bowling, usando i tavoli come palle e le sedie come birilli.

R&MIMB: Com'è stato lavorare con due dei più grandi produttori, Alex Perialas e Terry Date?
SID FALCK: Alex lo conoscevo da prima di entrare negli Overkill. Vivevamo nella stessa città, Ithaca, nello stato di New York. Alex, ovviamente, aveva una reputazione molto solida sia come engineer che come produttore. Mi pare di aver completato le tracce di batterie in 4-5 giorni ed essere tornato a New York city, per cui non abbiamo speso troppo tempo insieme.
Con Terry Date, d'altra parte, ho speso tantissimo tempo a lavoro insieme. È un uomo intelligente e, molto spesso, sente le cose in maniera completamente diversa rispetto agli artisti. È anche molto bravo a giudicare se un artista sia al massimo delle proprie possibilità oppure no, prova a tirare fuori il meglio da ognuno. Su TYOD è venuto in studio dove stavamo componendo, una settimana e mezzo prima di iniziare a registrare. Facemmo le pre-produzioni con lui, che aiutarono tutti a familiarizzare ognuno con l'altro. Il che era buono perché abbiamo trascorso quasi due mesi insieme in studio per le registrazioni di quell'album.
"Horrorscope" fu un album molto veloce da registrare. DD e io andammo in studio con la crew e sistemammo tutto, pronti a partire. Terry arrivò il giorno dopo, direttamente da un altro studio: lo avremmo avuto a disposizione solo per 28 giorni prima che dovesse tornare in Oregon per iniziare a registrare coi Soundgarden, quindi era molto "Non sprecate tempo, tornate a lavoro". Registrai 12-14 tracce in mezza giornata lol ma penso che quella sia una delle ragioni per cui l'album ha tutta quell'energia. Non lo abbiamo quasi neppure visto, ma in qualche modo ha rielaborato il suo programma per poter stare con noi per quei 28 giorni, quindi doveva piacergli lavorare con noi.
Anche se Terry era un produttore e un engineer conosciuto e rispettato prima di avere a che fare con gli Overkill per TYOD, penso che lavorare con noi a questo lavoro gli abbia dato...Non credo che credibilità sia la parola giusta, ma ha fatto sì che altre band thrash volessero lavorare con lui.

R&MIMB: Rispetto al materiale iniziale degli Overkill, prima del tuo ingresso nella band, quali canzoni ti piaceva suonare quando entrasti a farne parte?
SID FALCK: Potrei essere carino e dire tutte, no? Ahahahah ma non lo farò. Penso che tracce come "Rotten to the Core (Marcio nell'anima)" e Overkill 1&2 erano probabilmente alcune delle tracce che amavo più suonare dal vivo. Ma erano divertenti anche tracce come "Hammerhead (testa di martello)", "Electro Violence (Violenza elettronica)" e "Wrecking Crew (Squadra della distruzione)".

R&MIMB: Bobby Gustafson lasciò gli Overkill poco dopo il tuo ingresso. Sappiamo che siete ancora in contatto. Parlaci del tuo progetto Hail Mary con lui.
SID FALCK: Bobby e io siamo rimasti in contatto durante tutti questi anni e, naturalmente, l'idea di fare qualcosa insieme di nuovo l'abbiamo presa come un'occasione. Tuttavia sembra che le tempistiche non fossero mai giuste per un motivo o per un altro. Ma la scorsa estate, Steve (chitarrista degli I13) e sua moglie Cheri erano a una corsa di moto per beneficenza con la DBA (Downed Biker Association) della quale fanno parte. Purtroppo, Cheri ha avuto un incidente e il suo piede sinistro è stato parzialmente reciso. Un paio di voli di salvataggio, ospedali e chirurgie dopo, purtroppo la sua gamba sinistra è stata amputata proprio sotto al ginocchio. Per farla breve, Bobby ha conosciuto Steve e Cheri e, verso l'ottobre dell'anno scorso, Bobby e io abbiamo parlato. Mi ha detto che aveva un'idea per aiutarli: perché non scrivere una canzone insieme e donare tutto il ricavato a Cheri? Così, dopo qualche discussione riguardo a chi poteva entrare a far parte di questo progetto, ho suggerito di contattare John Gallagher dei Raven, dato che ci conosciamo dagli anni '80. Fortunatamente ha accettato non appena l'ho chiamato e il progetto Hail Mary è nato. C'è voluto più di quanto pensavamo per finire la canzone. La canzone era conclusa verso Natale, a dire il vero ne abbiamo registrata solo una delle due che avevamo scritto, così scoprimmo che componevamo davvero bene insieme. Ma dal momento che tutte le persone coinvolte, gli studi e gli engieners avevano deciso di donare il loro tempo gratuitamente, ci volle più tempo per incastrarci con gli impegni già fissati. La traccia, a nostro avviso, è ovviamente molto buona e non vediamo l'ora di rilasciarla. Speriamo che molte persone la comprino per aiutarci a raccogliere i fondi per chi ne ha bisogno. L'uscita è prevista per il primo di luglio.
Oltre a ciò, dobbiamo ancora vedere se rimarrà una cosa da una sola volta.

R&MIMB: Prima degli Overkill, hai suonato nei Battlezone con Paul Di'Anno. Che ricordi hai di quel periodo della tua carriera?
SID FALCK: I miei ricordi sono molto sfocati ahhah Paul è un ottimo cantante e come tutto il resto nella vita, avevamo i nostri alti e bassi. Ma i miei ricordi sono per la maggior parte molto positivi. Penso che i problemi che abbiamo avuto sono stati relativi alle persone che hanno lavorato con/per la band. Management, case discografiche e così via. Tutti volevano assicurarsi la loro parte di potenziale successo, così alla fine i ragazzi della band erano strattonati da ogni parte. Inoltre, non eravamo nient'altro che quattro amici che si divertivano per la maggior parte del tempo.


R&MIMB: Come ti ha aiutato la musica nei periodi più difficili?
SID FALCK: Penso ci siano due diverse risposte a questa domanda. Come fan della musica e delle band, come tutti quanti, quando i tempi non sono buoni, la musica ti può aiutare a uscire dal presente dal punto di vista mentale. Sia con le parole che con le note, aiuta a raggiungere un posto diverso. Da musicista, la musica ti può dare qualcosa di diverso su cui focalizzarti e aiuta a sentirsi meglio per la maggior parte del tempo.

R&MIMB: Sei un autodidatta o hai preso lezioni?
SID FALCK: Sono completamente autodidatta. Ho preso lezioni di pianoforte e di chitarra quando ero un bambino, ma mai di batteria.

R&MIMB: Perché hai deciso di diventare un batterista? Qual è il drum kit ideale per te?
SID FALCK: Non so ahahaha. Quando avevo 12-13 anni e suonavo di tanto in tanto il basso, mio fratello ricevette una batteria, così quando usciva di casa, sgattaiolavo nella sua stanza e fondamentalmente facevo solo un sacco di rumore ahahah ma preso iniziai a notare quanto fosse possibile manipolare il suono di ogni tamburo e piatto, a seconda dell'intensità con cui venivano colpiti, e penso che questo mi affascinò molto. Così, dopo circa un mese di suonate "clandestine", riuscivo a tenere un ritmo molto semplice. Mi sembrava davvero molto semplice, aveva perfettamente senso. Cosa ottima, perché dopo i primi due anni, non ho mai fatto più pratica di quella che facevo con la band in cui mi trovavo al tempo. Non mi sono mai allenato da solo. Se avessi avuto la disciplina di farlo nel modo in cui lo fanno gli altri, probabilmente sarei diventato un ottimo batterista. Ma, onestamente, sono terribilmente pigro ahahha
Il mio drum kit ideale è sempre quello che sto per comprare lol

R&MIMB: Infine, siamo rimasti davvero molto colpiti dalla prematura scomparsa di Nick Menza. Puoi condividere con noi qualche ricordo con lui?
SID FALCK: Come tutti, è stato molto doloroso sapere della sua scomparsa. Troppo presto, così come per i molti artisti scomparsi negli ultimi due anni. Non lo conoscevo personalmente, a parte un paio di incontri in qualche occasione. Era ovviamente un musicista molto talentuoso e sembrava essere una persona molto dolce. Era sempre pronto a scambiare due parole coi suoi fans ai quali teneva molto. Quindi sì, quando capita qualcosa di simile ai miei compagni musicisti, la prendo sempre molto da vicino. Specialmente se hai problemi di salute. Ti aiuta a realizzare che niente è sicuro. Specialmente il domani.


Intervista realizzata con la collaborazione di Amy Louise Hamilton e Lorenzo Mortai. A cura di Yader Lamberti.
Con l'amichevole partecipazione del maestro Sandro Palmacci. Traduzione di Eleonora "Steva" Vaiana.