Praying Mantis

A CURA DI R&MIMB

09/12/2011

"Predator in Disguise", "A Cry For The New World", "Nowhere To Hide" e il bellissimo "Time Tells No Lies"...Chi non ha sentito almeno una volta questi capolavori di ciò che viene chiamato "melodic hard rock"? Genere nato agli inizi degli anni '80, ha avuto modo di diffondersi negli anni, sebbene tra alti e bassi. Tra i fautori del genere, i PRAYING MANTIS continuano a tenere alta la bandiera di un hard rock orecchiabile e molto melodico, anche con il loro ultimo lavoro, "Sanctuary". L'album è uscito nel 2009 per la Frontiers Records e pare ci sarà un seguito, a detta della band, che abbiamo avuto modo d'intervistare in occasione dello Steel Fest di Bologna. Cerchiamo di saperne di più, con l'ausilio della band al completo...

R&MIMB: Salve ragazzi!!! Grazie per questa possibilità d'intervistare Praying Mantis! Sono veramente onorata di poter parlare un pò...e di trovarmi qui con tutti voi!!
Praying Mantis: (grande risata collettiva n.d.R.) (Tino Troy): Sì, in una stanza con cinque mantidi religiose!!!

R&MIMB: Non male infatti!! Allora siete venuti in Italia per la prima volta due anni fa, in occasione del "Play It Out Loud Revenge Festival", sempre qui a Bologna...Come vi sentite ad essere di nuovo in Italia?
Praying Mantis: (Andy Burgess): E' grandioso! Mi piace l'Italia e mi piace essere tornato...poi l'organizzazione è buona. Ci divertiamo sempre quando veniamo qui!
(Chris Troy): Dato che non eravamo mai stati qui, eravamo sorpresi per l'accoglienza riservataci e per quanta gente conosceva i testi a memoria...Speriamo stasera vada ancora meglio!!

R&MIMB: Io ve lo auguro!! Perché avete deciso di registrare un album live proprio qui a Bologna, in occasione dello Steel Fest? E' un grande piacere e onore per noi!!
Praying Mantis: (Tino Troy): In realtà non ha niente a che fare con noi!!!! E' stato il nostro promoter che ha organizzato il tutto!! Penso che l'idea di fondo sia che, se tutto va bene, si registrerà un vinile...Dato che dal vivo proponiamo molti pezzi da "Time Tells No Lies" insieme ai pezzi nuovi, il tutto costituisce uno spaccato del lavoro dei Praying Mantis fino ad oggi...e poi si potrebbe anche sperare di ricavarci qualche soldo anche!!

R&MIMB: Quest'anno è il 30° anniversario del vostro album di debutto, "Time Tells No Lies". Praying Mantis sono certamente stati esponenti importanti della NWOBHM. Pensate di rispecchiare ancora le intenzioni e le aspettative di quel movimento 30 anni dopo?
Praying Mantis: (Chris Troy): E' una domanda veramente seria questa!! Lo stiamo facendo comunque...Nei nostri concerti suoniamo parecchi brani del passato, e abbiamo appena rilasciato due EP dal titolo "Metalmorphosis I" e "Metalmorphosis II" che contengono brani di quelli anni, ma registrati con una nuova line up...Questi EP riassumano un pò la storia dei Praying Mantis fino ad oggi, ma con un sound aggiornato...

R&MIMB: A proposito di "Metalmorphosis", perché avete deciso di rilasciare un EP e non un full-length?
Praying Mantis: (Chris Troy): La gente ci chiede, perché avete scelto proprio quelle cinque canzoni, e penso che sia perché sono pezzi che suoniamo sempre nei nostri concerti, sono i pezzi che ci vengono sempre richiesti...Adesso ci hanno chiesto altri pezzi, ed ecco che abbiamo deciso di registrare "Metalmorphosis II" con altri sei pezzi! Ma prima del rilascio di quest'ultimo, abbiamo fatto uscire un LP in Giappone, che conteneva tutti i brani di entrambi gli EP. Quindi potrebbe essere un pò confusionario per i fan...ma almeno mantiene vivo il nome dei Praying Mantis ahahaha!!!

R&MIMB: La parola "metalmorphosis" si riferisce al cambiamento, alla trasformazione del metal. Pensate che la vostra musica sia cambiata in confronto di quello che suonavate 30 anni fa? Oppure si tratta semplicemente di una naturale ed inevitabile metamorfosi che scaturisce dallo scorrere del tempo?
Praying Mantis: (Chris Troy): Penso che in questa nuova line up ognuno da il proprio imput e mette una propria enfasi nei vari pezzi. Il nostro nuovo materiale ha una certa freschezza, mentre i brani "vecchi" hanno più energia rispetto agli originali...ma mantengono sempre la stessa aura, la stessa passione.

R&MIMB: Solo cinque brani sono contenuti in "Metalmorphosis I". Come mai avete scelto proprio questi brani? Immagino non sia stata una scelta facile...
Praying Mantis: (Tino Troy): I brani di "Metalmorphosis I" li proponavamo già nei nostri live, a parte la track "Praying Mantis"...ma abbiamo deciso di includerla nell'EP perché è stato il nostro primo singolo! Quattro quindi le suonavamo durante i concerti, ovvero "Panic in the Streets", "Lovers to the Grave", "Children of the Earth" e "Captured City"...e poi conoscendole non dovevamo impararle di nuovo!!!!
(Andy Burgess): L'idea poi era quella di fare un EP, non un intero album, in vista proprio del 30° anniversario della band. Ma poi è piaciuto talmente tanto in Giappone che ci hanno chiesto di fare un secondo EP!!

R&MIMB: La vostra musica viene definita "melodic hard rock" e al contempo fate parte della NWOBHM. Secondo voi i Praying Mantis sono una parte integrale di questo movimento?
Praying Mantis: (Gary MacKenzie) Se torniamo indietro ai primi Praying Mantis, non penso che la band si trovi "a casa sua" nella NWOBHM...Se guardiamo ai vari gruppi dell'epoca, troviamo diversi generi all'interno della NWOBHM...se pensiamo per esempio a "Metal For Muthas" (compilation uscita nel 1980 con vari gruppi heavy metal britannici n.d.R.) abbiamo veramente delle strane combinazioni! I Mantis hanno iniziato suonando un tipo di rock più melodico rispetto a tante band del tempo, che avevano un sound più duro. Dato che comunque siamo nati come gruppo proprio in quel periodo, è naturale che ne facessimo parte in qualche modo. Ogni band era originale a modo suo comunque!

R&MIMB: Negli ultimi anni dieci anni possiamo affermare che la NWOBHM ha riguadagnato fama e fan. Cosa ne pensate di questa "seconda giovinezza"?
Praying Mantis: (Tino Troy): Non la metteremo certo in discussione ahaha!!!
(Andy Burgess): Se solo ci fosse una seconda giovinezza!! Mi piace che la gente mi riconosca quando entro in un locale, e poi siamo abbastanza giovani da avere ancora tanto da dare ai nostri fan...è proprio vero che il rock mantiene giovani!!! Sono entrato nella band circa cinque anni fa, e quello che mi ha sempre attratto dei Mantis è che mentre altri gruppi della NWOBHM, con qualche eccezione, ancora suonano i loro pezzi senza alcun cambiamento, i Mantis si sono evoluti nel tempo e hanno continuato a scrivere del materiale valido. Il materiale più datato ben si amalgama a mio parere con i brani di "Sanctuary", e questo significa che già 30 anni fa la band proponeva dell'ottima musica!!

R&MIMB: Agli inizi degli anni 80 stavate per registrare una cover di "I Surrender" di Russ Ballard, ma siete tornati sui vostri passi dato che i Rainbow vi hanno impedito il rilascio del pezzo. Cosa è successo?
Praying Mantis: (Tino Troy): Al tempo di "Time Tells No Lies" eravamo in studio a registrare il pezzo, e avevamo tutte le parti registrate, a parte la voce e alcune parti di chitarra...un giorno abbiamo ricevuto una telefonata da parte del nostro manager che ci ha detto "fermatevi!"...e così abbiamo scoperto che i Rainbow l'avevano registrata e stavano per pubblicarla!! In quel periodo i Praying Mantis stavano muovendo i primi passi in campo musicale, mentre i Rainbow erano un gruppo già affermato e famoso. Saremmo stati dei pazzi a metterci contro Blackmore!!!!

R&MIMB: Sono d'accordo! Nel 1990 avete fatto una grande tournée in Giappone e avete registrato un album dal titolo "Live At Last" con due ex-membri degli Iron Maiden, Dennis Stratton e Paul DiAnno. Potete dirci qualcosa riguardo a questo tour? Qualche aneddoto per esempio...
Praying Mantis: (Chris Troy): In effetti ci sono delle cose divertenti!!!! Per esempio quando Clive Burr (ex-batterista degli Iron Maiden n.d.R.) si è unito al gruppo perché il nostro batterista si era rotto un braccio andando in bicicletta nel parco!!! Era il periodo in cui stavamo registrando "Captured"...Comunque era il nostro decimo anniversario quell'anno e in Giappone amavano la NWOBHM, i Maiden soprattutto!!! Quindi uno dei guru giapponesi della musica ha voluto formare un gruppo "ibrido", i Praying Mantis insieme ad alcuni membri degli Iron Maiden...Era una cosa sorprendente perché non eravamo mai stati in Giappone prima di allora!! Perfino dopo l'uscita di "Time Tells No Lies", che ha venduto nel solo Giappone circa 18.000 - 20.000 copie, non era mai successo di andare a suonare lì!! E' un peccato che il nostro management non ci abbia pensato...non fa senso...
(Tino Troy): E' il nostro management a non far senso ahaha!!!! Quello che è successo in realtà è che Paul DiAnno voleva portare in Giappone la sua band Battlezone, ma poi ci sono state pressioni da parte di un capo dell'industria discografica giapponese per organizzare uno show con i Praying Mantis e Dennis Stratton e fare un concerto "ibrido"...infatti metà del set erano pezzi dei Praying Mantis e l'altra metà pezzi degli Iron Maiden, con un paio di brani dei Lionheart, il gruppo di Stratton dopo gli Iron Maiden.

R&MIMB: Parliamo adesso del vostro ultimo album, "Sanctuary", che ha ricevuto tante recensioni positive da parte della stampa mondiale...e a ragione!!! Questo album è uscito con la Frontiers Records...Come è iniziata quest'avventura con la Frontiers? Siete sempre stati con Pony Canyon dai primi anni 90...
Praying Mantis: (Chris Troy): Pony Canyon non esisteva più all'epoca! Due degli album che abbiamo registrato in Giappone, "Forever in Time" e "Nowhere to Hide", sono passati in seguito alla Frontiers, ed ecco come abbiamo stabilito il rapporto con loro...Serafino poi è sempre stato un grande fan della band!!! (Serafino Perugino, il Presidente della Frontiers Records n.d.R.).

R&MIMB: "Sanctuary" è un album con un buon mix di melodia e riffing potente. Quando scrivete un pezzo quale tra questi due fattori ha più peso? La melodia o l'energia?
Praying Mantis: (Chris Troy): Tutti noi abbiamo contribuito al disco, quindi come hai detto c'è un buon bilanciamento tra potenza e melodia...a volte può succedere che i brani di un album tendono ad essere tutti molto simili, ma in questo caso si sente che tutti noi abbiamo dato un contributo, ed il risultato è un album molto ben strutturato...comunque anche noi alla fine siamo rimasti sorpresi del grande entusiasmo con cui è stato accolto l'album!!!
(Tino Troy): Adesso dobbiamo solo trovare il modo di superarci!!!
(Andy Burgess): Un grande contributo alla buonuscita dell'album l'ha dato Andy Reilly, il produttore...Un paio di pezzi infatti hanno proprio preso forma negli Stati Uniti...Io avevo scritto un paio di pezzi, Mike lo stesso, così Tino e anche Chris, ma due brani avevano ancora bisogna di rifinitura, in particolare "Tears In The Rain" e "Touch The Rainbow", che sono stati completati mentre eravamo lì. Ricordo che erano le cinque del mattino e ancora eravamo svegli a discutere sul pezzo "Touch The Rainbow", poi alla fine di questa "riunione mattutina" il risultato era totalmente diverso da quello iniziale!!! Per il prossimo album dobbiamo cercare di bissare la stessa formula vincente...

R&MIMB: Avete già del materiale per il nuovo album?
Praying Mantis: (Andy Burgess): Sì, abbiamo già scritto qualcosa! Purtroppo il rilascio di "Metalmorphosis I" e "Metalmorphosis II" ha rallentato un pò il nostro lavoro sull'album nuovo...Come ho già detto i due EP verranno venduti come un album unico in Giappone, mentre le bonus track usciranno molto probabilmente tutte insieme, come un lavoro a parte in Europa. E poi essendo entrato nella band solo qualche anno fa, vorrei contribuire al nuovo album anche con del materiale mio....

R&MIMB: A me piacciono tutte le canzoni dell'album, ma se proprio dovessi sceglierne una preferita direi "Restless Heart". Qual è la storia dietro al pezzo?
Praying Mantis: (Mike Freeland): E' un pezzo che avevo già scritto con la mia band precedente. Ho preso il testo e la melodia e le ho passate a Chris, chiedendogli cosa si poteva fare con il pezzo, che era molto diverso dalla track che trovi su "Sanctuary"!!
(Andy Burgess): Abbiamo registrato il pezzo a Londra ed è uno dei primi su cui abbiamo lavorato...Io, Chris e Tino abbiamo trascorso tantissimo tempo chiusi nello studio a provare e a lavorare sul pezzo...

R&MIMB: Mike, allora sei tu..."il cuore irrequieto"?
Praying Mantis: (Mike Freeland): Sì, lo sono in effetti!!! Mi sentivo così quando ho scritto il pezzo...Quando scrivo una canzone ci metto sempre qualcosa della mia esperienza personale...
(Andy Burgess): Il motivo per cui credo sia un bel pezzo è perché la passionalità che contiene è quella che ispira molti musicisti, c'è in esso qualcosa di speciale, c'è una specie di magia...tutti i pezzi che abbiamo scritto vengono dalle sensazioni forti che ognuno di noi ha provato in un certo periodo della propria vita.

R&MIMB: Potete dirci qualcosa riguardo alla copertina del disco? Non c'è nessuna mantide religiosa questa volta!!
Praying Mantis: (Andy Burgess): All'inizio avevamo una copertina molto diversa da quella attuale...anche il titolo dell'album era diverso!! Il titolo originale era "Threshold of a Dream", che era anche il titolo di una track dell'album...e sembrava che il titolo si adattasse bene ai vari pezzi...Quando siamo ritornati dagli Stai Uniti la Frontiers ci ha sottoposto dell'artwork. L'artwork era di un certo Rainer Kalwitz. Ci ha colpito in modo particolare l'immagine che vedete sull'attuale copertina dell'album...poi, dato che eravamo appena tornati dagli Stati Uniti, ci sembrava molto appropriata!!

R&MIMB: Perchè una Statua della Libertà in decadimento?
Praying Mantis: (Chris Troy): Perché la statua ha sempre rappresentato un asilo ("sanctuary" in inglese) per ogni popolo che arrivava sulla costa americana...
(Tino Troy): Forse perché mostrava le nostre facce alla fine del lavoro, appena usciti dallo studio di registrazione ahahaha!!! E poi era anche un modo per attirare il mercato americano!!! E pare che abbia funzionato, dato che l'album ha avuto molta diffusione radiofonica...

R&MIMB: Ci sono stati diversi cambi di line up negli anni. L'attuale line up sembra abbastanza stabile dal 2007. Sembra esserci una grande sintonia tra voi...
Praying Mantis: (Gary MacKenzie): A parte me!!! Io sono l'elemento "instabile" ahahaha!!
(Andy Burgess): E' vero, c'è una grande intesa tra me, Tino e Chris. Abbiamo suonato insieme a Londra per tanto tempo.
(Tino Troy): Quando Andy è entrato a far parte del gruppo è stata veramente una gran cosa...i nostri stili sono molto simili, soprattutto quando suoniamo in due!! Invece il discorso cambia se parliamo dei vocalist della band...Sembra quasi che entravano a far parte della band per accelerare la loro carriera!!!

R&MIMB: Questa è per Tino...Come ci si sente a suonare con il proprio fratello? E' più facile o più difficile suonare con un familiare?
Praying Mantis: (Tino Troy): Io e Chris ci capiamo alla perfezione...almeno dal punto di vista musicale!!!
(Andy Burgess): Si potrebbe pensare che tra due fratelli ci siano ogni tanto delle discussioni, ma questo non succede mai...a parte quando durante una discussione Tino ha spaccato una Les Paul!!!

R&MIMB: Dopo Bologna quali sono le altre tappe del vostro tour?
Praying Mantis: (Andy Burgess): Torniamo in Inghilterra per un paio di settimane, poi faremo una data a Barcellona e a gennaio è previsto un tour in Giappone. Molto probabilmente torneremo in Bulgaria, dove siamo stati già l'anno scorso e quest'anno, e forse in Ukraina...Ci sono poi dei posti dove la band non è stata mai, tipo in Nord e Sud America, e sappiamo che ci sono tanti fan dei Mantis lì!!!

R&MIMB: Siamo giunti alla fine dell'intervista e un pò mi dispiace...siete davvero molto divertenti!! Che ne dite di un messaggio da parte della "Mantide" ai suoi numerosi fan italiani?
Praying Mantis: (Andy Burgess): E' stato bello venire in Italia due anni fa, il pubblico è stato meraviglioso...speriamo che stasera lo siano altrettanto!!! Sono passati 30 anni ma la band ha ancora tanto da dare, si sta ancora evolvendo. Ogni pezzo nuovo che riusciamo a scrivere è un passo in avanti per la band...vedremo che succede!!
(Chris Troy): Grazie a tutti voi per aver reso i nostri sogni possibili!
(Tino Troy): Abbiamo ricevuto tanti messaggi di buona fortuna da parte di molti fan, e sinceramente non vedevamo l'ora di tornare qui! Un caloroso grazie a tutti i nostri fan italiani e ai fan di "Rock & Metal In My Blood"! Spero di tornare di nuovo in Italia, magari in altre città...e preferibilmente in estate!!!

Lucia Rossi