Intervista ai SIMPLE LIES

A CURA DI R&MimB

16/02/2013

I bolognesi Simple Lies, da poco arrivati al debutto con No Time To Waste, sono una realtà emergente del metal alternativo italiano. Li abbiamo incontrati per farci svelare i segreti del loro primo album!

R&MimB: Prima di tutto, complimenti per aver finalmente raggiunto il debutto discografico con un disco così pieno di buone impressioni. La vostra storia come band ha trovato un po' di stabilità solo negli ultimi due anni: come mai è stato così difficile trovare una line-up con cui lanciarsi?
SL: Alby (guitar): Beh, il gruppo è nato molto tempo fa, anche se, come dicevi tu, inizialmente era composto da una line up completamente diversa. All'inizio lo scopo principale della band era solo quello di divertirsi suonando fra amici, non avevamo mai pensato di registrare un album o fare dei live seri... Poi col passare del tempo le nostre ambizioni sono cresciute con noi, gli elementi che non volevano impegnarsi seriamente o che non avevano i nostri stessi obiettivi hanno ceduto il posto a musicisti più determinati ed eccoci qui a parlare del nostro primo album! Ovviamente un ingrediente fondamentale per lo sviluppo di un progetto come il nostro è l'amicizia, noi non siamo solo compagni di gruppo, ma amici. Questo è fondamentale!

R&MimB: Tra le vostre ispirazioni ci sono tante band recenti come Nickelback, Black Stone Cherry, Hardcore Superstar, Alter Bridge, ma anche un gruppo storico come gli Skynyrd. Quale tratto unitario pensate ci sia tra il rock più giovane e quello un po' più stagionato?
SL: Alby (guitar): Indubbiamente i "dinosauri" del genere ci hanno influenzato molto! La vecchia scuola rock/blues rappresenta le fondamenta della nostra musica anche se ovviamente noi cerchiamo di proporre qualcosa di più moderno ed evoluto, non per una questione di moda ma semplicemente perché è così che dev'essere. I Lynyrd Skynyrd esistono già e a nessuno serve un loro gruppo clone, in alcuni nostri pezzi potrete sentire chiara la loro influenza, come anche l'influenza di band più giovani come appunto Hardcore Superstar o Alter Bridge, ma nessuno ci scambierà mai per loro perché noi vogliamo comunque avere un nostro stile personale e riconoscibile.
Ciò che ci lega ai grandi del passato è semplicemente il nostro amore per la loro musica e il fatto che senza le loro innovazioni noi oggi non suoneremmo così.

R&MimB: Qual è stata la ricezione del vostro primo disco fuori dall'Italia? Pensate di potervi proporre come realtà internazionale duratura?
SL: Zak (drum): Per ora stiamo ricevendo consensi anche dall'estero come, ad esempio in Olanda, Messico, Germania e Francia. Poi quando siamo stati in tour in Russia e Ucraina il pubblico ci ha accolti davvero bene e "No Time To Waste" è piaciuto.
Credo che il sogno di ogni musicista sia girare il mondo suonando e vivendo on the road! È ancora presto per dirlo, ma noi ce la metteremo tutta per migliorare e raggiungere i nostri obiettivi!


R&MimB: Di solito come nasce un pezzo dei Simple Lies?
SL: Rubb-0 (voice): Di solito un nostro pezzo nasce e cresce in maniera molto naturale, Alby si occupa della stesura della musica, io mi occupo dei testi e ognuno della band porta il proprio contributo per migliorare il prodotto finale.

R&MimB: Negli ultimi anni, in Italia ma un po' dappertutto, mi sembra di assistere a uno spostamento sempre più consistente verso un metal "di protesta", volto a denunciare malesseri sociali piuttosto pesanti. Come vi collocate rispetto a quest'idea? Lo sapete che anche i milanesi Rhyme non le mandano a dire quando si tratta di travasi di bile? Pensate possa essere un nuovo fronte unito del rock italiano?
SL: Rubb-0 (voice): Hai sicuramente centrato il bersaglio con la tua affermazione. Per quanto riguarda le mie liriche più cattive devi pensare che tutti noi cinque lavoriamo duramente durante la settimana e molto di ciò che guadagniamo lo spendiamo in lezioni, strumentazione, prove, merchandising e altre cose legate alla band, quindi il fatto che degli ultra-settantenni si paghino gli yacht rubando parte del nostro stipendio privandoci della possibilità di investire ulteriormente nella nostra musica (tra l'altro senza darci nulla in cambio) ci fa leggermente incazzare... Se poi ci metti anche il fatto che in Italia i maggiori fenomeni musicali degli ultimi anni sono usciti da dei (non) talent show ci sale veramente il crimine perché dei personaggi televisivi continuano a rubare opportunità a chi nella musica crede veramente. La televisione è una cosa, la musica è un'altra, è chiaro che se si fondono i due elementi l'ago della bilancia andrà sicuramente a pendere a favore di uno dei due e ovviamente non sarà mai la musica.
Per quanto riguarda il fronte comune, credo che il fatto che più band inizino a trattare argomenti simili voglia semplicemente dire che il malcontento è forte e che noi musicisti "underground" troviamo sfogo in ciò che più amiamo. Hai citato i Rhyme, grandissima band, adoro il loro primo album "Fi(r)st", il nuovo devo ancora comprarlo ma non mancherò sicuramente di farlo!


R&MimB: Quante possibilità riuscite a trovare per promuovere live la vostra musica da quando avete pubblicato il disco? Avete in programma un tour?
SL: Zak (drum): ) Avere un buon prodotto tra le mani aiuta molto a farsi notare. Purtroppo nel nostro paese la situazione non è delle migliori per quanto riguarda i live, i locali cercano il guadagno sicuro e sono più propensi a far esibire cover band o dj piuttosto che gruppi emergenti ma noi non molliamo mai e per fortuna qualcosa salta fuori. Attualmente è quasi più facile suonare all'estero che in Italia infatti stiamo valutando le offerte migliori e sicuramente durante questo nuovo anno annunceremo nuovi tour! Rimanete quindi sintonizzati sulla nostra pagina facebook... ne vedrete delle belle!

R&MimB: Per essere al disco di debutto avete già una padronanza musicale invidiabile, complimenti. Qual è il vostro background come musicisti?
SL: Zak (drum): Innanzi tutto grazie per questo bellissimo complimento, è davvero importante! Per noi la musica è un secondo lavoro a tutti gli effetti, la viviamo a 360 gradi, suoniamo molto a casa, passiamo molto tempo in sala prove a migliorarci e a scrivere canzoni ed ognuno di noi prende lezioni private con dei professionisti oppure frequenta il Modern Music Institute.
Alby (guitar): Sicuramente il nostro è un background molto vario, passiamo dalla musica classica al blues di Eric Clapton, dall'hard rock degli Aerosmith all'heavy metal degli Iron Maiden fino alla scena rock (e non solo) odierna. È questo mix di influenze che da vita alla nostra musica!
Rubb-0 (voice): Per quanto riguarda me, voglio farti un po' di nomi di artisti che mi hanno influenzato: Bruce Dickinson, Michele Luppi, Sebastian Bach, Daniel Gildenlow, Jocke Berg, Wednesday 13, Jay Kay e Tobias Sammet. Come puoi notare sono tutti cantanti molto diversi tra loro, io ho cercato di prendere il meglio di ognuno e di plasmare la mia voce grazie ai loro insegnamenti, ovviamente sono solo all'inizio e non posso paragonarmi a quei mostri ma voglio comunque ringraziarli pubblicamente per ciò che mi hanno trasmesso? Chissà se magari uno di loro leggerà mai quest'intervista!


R&MimB: In tempi recenti, vuoi per età vuoi per altri motivi, tante delle band storiche del rock e del metal hanno cessato la propria attività. A questo punto si pone spontanea una domanda: ci saranno nuove band che occuperanno nella cultura collettiva il ruolo giocato da band come Black Sabbath, Deep Purple, Led Zeppelin, Guns'n'Roses, Skynyrd, e da tutti i mostri sacri della musica heavy?
SL: Lello (guitar): È durissima! Sicuramente visto che molte band storiche cesseranno la loro attività per motivi prettamente anagrafici servirà qualcun altro che prenda il loro posto, anche se ora le cose sono cambiate, sono pochissimi i gruppi giovani che si stanno imponendo a livello internazionale e che sembra stiano gettando le basi per un successo duraturo, la maggior parte delle band che riescono ad emergere e a raggiungere un buon successo ultimamente tendono a bruciarsi presto, magari non per colpa loro, ma a causa delle tendenze del mercato che di punto in bianco gli volta le spalle in favore del gruppetto acchiappa teenagers del momento... Noi ci proviamo, non vogliamo essere un fenomeno di moda, vogliamo che la nostra musica rimanga negli anni e quindi ce la mettiamo tutta, che dire... La speranza è l'ultima a morire no?...

R&MimB: Come vi rapportate alle nuove tecnologie di registrazione. Secondo voi è positivo che praticamente chiunque possa registrare un disco con il computer a casa propria, senza più passare - o perlomeno non in misura così eclatante - per la selezione delle etichette discografiche? Non c'è il rischio di riempire il mercato di tonnellate di prodotti perlopiù mediocri?
SL: Alby (guitar): La tecnologia al giorno d'oggi è utilissima, è un aiuto che bisogna sfruttare al meglio per trarne più vantaggi possibile! Noi utilizziamo molto l'home recording in fase di stesura dei brani e di pre-produzione... Il fatto che sia alla portata di tutti può effettivamente rischiare di saturare il mercato ma c'è da dire una cosa, un computer non potrà mai sostituire un musicista, se uno è capace di creare e di suonare qualcosa di valido a prescindere dall'aiuto tecnologico è un conto, ma se uno è un incapace può anche comprarsi il computer più potente al mondo e lavorare con i software migliori che non tirerà mai fuori un disco mozzafiato, suonerà sempre tutto finto e come metterà piede sul palco svelerà al mondo la sua mediocrità... Poi la selezione dei prodotti migliori è compito delle etichette e del pubblico!

R&MimB: Parlando dell'album, mi incuriosisce il trittico finale "A Novel Of Sorrow". Potete spiegarci da cosa è nata quest'idea?
SL: Rubb-0 (voice): "Novel Of Sorrow" è una sorta di concept all'interno dell'album, è un "disco nel disco"... L'idea è nata dalla volontà di raccontare la storia della battaglia contro la droga combattuta da una persona che mi era molto vicina. Essendo una storia che mi tocca nel profondo volevo che ogni aspetto della vicenda avesse il suo giusto spazio, non volevo "tirare via", per questo motivo ci siamo resi conto che una canzone sola non sarebbe bastata poiché le atmosfere da ricreare erano troppe e sarebbe stato impossibile scrivere un pezzo di 4 minuti che riuscisse ad esprimere al meglio le emozioni che volevamo trasmettere. "Novel Of Sorrow" è composta da "Chemical Friend", canzone che parla del motivo per cui il protagonista inizia ad abusare della droga isolandosi dal mondo, "Deadly Lullaby", pezzo strumentale che accompagna la morte fino al letto del protagonista e "Here In This Nightmare", semi-ballata romantica in cui il protagonista dialoga con la morte e riflette sui suoi errori. Ci tengo a segnalare che per la migliore riuscita del pezzo abbiamo chiamato Fabio Dessi degli Arthemis per fare la parte della morte e ovviamente ha svolto un ottimo lavoro!

R&MimB: Potendo scegliere una band nel mondo per cui suonare come opening act, su chi ricadrebbe la vostra scelta?
SL: Lello (guitar): Ora come ora probabilmente sceglieremmo gli Alter Bridge perché sono una delle band che ci influenzano maggiormente e che sta lavorando meglio! Poi chiaramente ci piacerebbe dividere il palco con i Black Stone Cherry, gli Hardcore Superstar, i Nickelback ecc... Meglio che mi fermi qui altrimenti non smetto più!
Ash (bass): MAIDEN MAIDEN MAIDEN MAIDEN MAIDEN MAIDEN MAIDEN MAIDEN MAIDEN MAIDEN MAIDEN MAIDEN MAIDEN!

R&MimB: Per tantissimo tempo nel rapportarsi alla musica ha predominato una certa idea modernista - derivata dall'estetica classica - che equipara la novità al progresso e alla qualità. Oggi pare molto più difficile, in un mondo di suoni vastamente esplorato, diventare "pionieri" in un genere o creare un genere nuovo. Vi siete mai posti questa preoccupazione come band?
SL: Ash (bass): Hai ragione, inventare qualcosa al giorno d'oggi è veramente dura... Secondo me però l'impuntarsi con il dover creare per forza qualcosa di unico può essere anche controproducente, in parole povere, l'innovazione tante volte ha portato a ottimi risultati, ma altre volte ha fatto si che nascessero dei veri e propri aborti musicali... Qualcuno ha detto Skrillex? Dari? (ok ok ora la smetto di sparare sulla croce rossa)...
Noi dal canto nostro cerchiamo di proporre qualcosa di personale e facilmente riconducibile al nostro nome... Non fraintendete, siamo alla continua ricerca di nuove soluzioni e di elementi che arricchiscano il nostro sound, ma la parola chiave dev'essere sempre QUALITÀ, non metteremmo mai un solo di oboe in un nostro pezzo solo perché non l'ha mai fatto nessuno, a meno che non ci stia bene... Nel caso qualcosa di inusuale e "innovativo" si sposi bene con la canzone ben venga, altrimenti chitarra, basso, batteria e tanta legna!

R&MimB: Emilia terra di rock e metal. Vero o no?
SL: Rubb-0 (voice): Puoi dirlo forte, abbiamo band che fanno paura! L'unica pecca del nostro panorama musicale è che non c'è quasi mai la collaborazione che servirebbe per creare una vera e propria "Nuova ondata" di gruppi rock... Molte band tirano solo l'acqua al proprio mulino, tante volte per paura della concorrenza... Che poi, mi viene da ridere, concorrenza in cosa? Io sarei felicissimo di dividere un mio successo insieme ad una band di amici, come possono essere i The Black Rain o gli Speed Stroke. Se alzassimo insieme gli scudi potremmo veramente fare rumore, speriamo che questa cosa venga capita e che cambi qualcosa...

R&MimB: Qual è la vostra opinione sulla gestione digitale della musica? Il mondo di internet ha cambiato radicalmente le carte in tavola: dal vinile poi al cd poi ai formati compressi; dal negozio di dischi al file sharing; dal copiare le cassette al download e alle controversie legali. In che direzione andiamo secondo voi? Pensate ci siano delle buone soluzioni ai problemi evidenti che queste nuove tecnologie hanno posto?
SL: Lello (guitar): Internet ha sicuramente cambiato di molto le carte in tavola. Ora pubblicizzare una band è molto più semplice e alla portata di tutti. Canali come facebook, youtube, myspace e soundcloud ci permettono di portare la nostra musica in angoli di mondo che probabilmente non vedremo mai di persona! Sul file sharing invece ci potremmo dilungare per ore; detta come va detta, è un furto bello e buono perché si ruba un prodotto di consumo ma se vogliamo guardarlo con occhio ottimista possiamo dire che è più facile che tu sia ascoltato se la tua musica è diffusa gratuitamente. Anche se questa cosa mette una tristezza infinita...

R&MimB: In una recente intervista, un certo Steve Lukather ha detto che oggi i ragazzi vogliono fare tutto e subito e non sono più capaci di suonare in sala prove con gli altri, mancano della costanza per fare la gavetta e imparare le basi. Inoltre ha praticamente fatto capire che il mercato discografico è cosa ormai del passato e che persino i grossi nomi oggi fanno fatica a pubblicare un disco. Commenti?
SL: Lello (guitar): Questa la dice lunga sulla situazione attuale!
Rubb-0 (voice): Steve Lukather dovrebbe conoscere noi! Passiamo più tempo in sala prove che in bagno!

Grazie mille ragazzi per questa interessantissima intervista! Rock & Metal in my Blood e tutti i suoi lettori vi augura di continuare così e di farvi largo a suon di potenziometri!