Intervista ai Geminy

A CURA DI R&MimB

20/03/2013

Quando mi capitano tra le grinfie dischi interessanti e non scontati come The Prophecy dei nostrani Geminy, sono ben felice di fare due chiacchiere con la band e approfondire l'album in oggetto, oltre che a soddisfare alcune mie curiosità. Per questo combo ligure, inoltre, ho ancora più piacere vista la qualità dell'album che , pur muovendosi in un chiaro e definito ambiente progressive metal, evita di copiare spudoratamente da Dream Theater e affini. Ecco dunque il risultato della mia chiacchierata con Marco Manzani e Ivano Lavezzini, rispettivamente chitarrista e tastierista della band.

R&MimB: Ciao ragazzi e ben ritrovati. Pur essendo composto da musicisti esperti e con diversi progetti alle spalle Geminy è un nome piuttosto nuovo nel panorama Hard'n'Heavy almeno a livello discografico. Volete presentarvi?
Geminy: Marco: Il progetto nasce grazie all'incontro tramite un annuncio sul web tra me e il nostro cantante Francesco. Abbiamo deciso da subito di comporre pezzi originali. Subito dopo sono entrati a far parte della band il bassista Francesco e Alessio alla seconda chitarra. Con questa formazione abbiamo registrato il primo Cd "The Hidden Door" con Maurizio come session player alla batteria. Dopo vari avvicendamenti la formazione è ora al completo grazie all'ingresso di Ivano alle tastiere e al ritorno in pianta stabile nel gruppo di Maurizio alla batteria. Con questa band lo scorso anno abbiamo registrato alla Nadir Music il nostro primo album ufficiale "The Prophecy", uscito a novembre 2012.


R&MimB: Mi ricordo di due demo, uno del 2007 e l'altro del 2010, che furono accolti (specialmente il secondo The King of Gorm) in maniera estremamente positiva e che, di fatto, vi hanno portato ad ottenere un deal con Nadir Music. Che ricordi avete di quei due lavori e soprattutto, come vi ponete oggi di fronte alle canzoni che ne facevano parte?
Geminy: Marco: Le canzoni dei due promo sono tutte andate a far parte di The Prophecy anche se molte sono state davvero stravolte, in particolar modo Escape, Trinity Necklace e Temple of Heroes.
I ricordi non possono che essere buoni, anche se riascoltando oggi quei pezzi si sente che ancora mancava l'esperienza e l'affiatamento che rispecchiano oggi le canzoni del disco.


R&MimB: Iniziamo a parlare del vostro debutto The Prophecy. Nel rinnovarvi i complimenti, quanto siete soddisfatti del risultato ottenuto? Cambiereste qualcosa a distanza di qualche mese dalla sua realizzazione?
Geminy: Ivano: grazie ancora per i complimenti! Tirando le somme siamo soddisfatti del risultato anche se è normale che ciascun musicista abbia almeno in parte una componente autocritica verso se stesso. Forse questo potrebbe portare al voler aggiustare al meglio la propria parte ma direi che nel complesso il risultato suona bene cosi.

Marco: Come ha giustamente detto Ivano qualsiasi musicista riascoltando i propri pezzi troverà sempre delle parti che avrebbe voluto suonare meglio o magari variare leggermente. Comunque ritengo che il disco funzioni molto bene così com'è e che il lavoro svolto da Tommy in fase di registrazione e di mixaggio sia stato davvero ottimo!


R&MimB: Sono curioso anche di sapere come è stato accolto dalla critica e dal pubblico, da quello che ho visto non mi pare stia andando male...
Geminy: Marco: Le reazioni al disco stanno addirittura superando le nostre aspettative. È per noi la prima volta che un nostro lavoro viene recensito tra gli album ufficiali dove la "concorrenza" è senz'altro più agguerrita, ma nonostante ciò abbiamo ricevuto nella maggior parte dei casi critiche ottime. Ovviamente non si puó e non si pretende di piacere a tutti, ma credo che l'importante sia ora capire quali siano stati i punti di forza e quelli deboli per cercare di continuare il nostro processo di crescita musicale.
Ciò che ci ripaga maggiormente è comunque vedere che l'album viene apprezzato dal pubblico e che ci siano persone che decidono di acquistare il disco, in un'epoca in cui tutto è scaricabile da internet!


R&MimB: Iniziamo un piccolo approfondimento del disco: come ho espresso in fase di recensione, una delle carte vincenti a mio avviso sono gli arrangiamenti delle canzoni, mai scontati e sempre raffinati. Quanta attenzione dedicate a questa veste?
Geminy: Ivano: gli arrangiamenti sono sempre un punto delicato per la buona riuscita dei nostri pezzi, questo comporta sicuramente spenderci una grossa fetta di tempo per ottenere un risultato convincente per tutti noi.

Marco: L'arrangiamento è certamente un qualcosa a cui abbiamo dedicato molto impegno per far sì che i brani non solo suonassero bene, ma che riuscissero anche a "raccontare" attraverso le atmosfere i vari passaggi del racconto.


R&MimB: Un altro punto vincente è il fatto che la musica composta rende bene l'idea del concept fantasy accompagnando la storia in un climax ben strutturato e privo di cali di tensione. Certo che esordire con un concept può essere anche rischioso: come siete arrivati a questa scelta?
Geminy: Marco: Sin dall'inizio l'idea di un concept album proposta dal nostro cantante è piaciuta a tutti. Infatti già il promo "The Hidden Door" era una sorta di "primo capitolo" della storia che è andata delineandosi brano dopo brano all'interno del disco. Direi che tutti nella band abbiamo amato i concept album scritti da grandi band come Queensryche, Dream Theater o Fates Warning, per cui per noi è stata una scelta molto naturale quella di creare un disco in cui i brani fossero legati sia dal punto di vista musicale che testuale.


R&MimB:  Se vi ricordate la mia recensione, ho elogiato a pieni voti "Mind Control", song che pur ben incastrata nel concept, risulta particolare, dalle atmosfere più sinistre e decisamente accattivante. E' stata solo una scelta dettata dal momento della storia oppure può essere una via nuova da seguire nel prossimo album?
Geminy: Marco: Direi che la verità sta a metà tra le tue affermazioni. Sicuramente il momento della storia richiedeva un brano molto più "sinistro" e violento, un po' come accade anche in Evil Eye. Questi brani, gli ultimi ad essere stati composti altre alla suite, sono forse quelli che meglio rappresentano ciò che sarà il sound dei Geminy per il prossimo album. Diciamo che sono una sorta di ponte tra questo album e i pezzi che andranno a far parte del prossimo concept album che avrà certamente atmosfere più "moderne" e "violente"?

Ivano: le atmosfere di Mind control sono particolarmente azzeccate per accompagnare quella parte del concept, dove è in atto una ipnosi da parte dell'antagonista?sono quindi dovute le atmosfere un po "sinistre".


R&MimB: Ho ancora due curiosità sull'album. La prima riguarda La canzone Temple of Heroes, dall'inizio quasi jazzato e dalle ritmiche thrashy. Ce ne volete parlare?
Geminy: Marco: Il pezzo è nato in maniera davvero particolare. Quando abbiamo registrato il nostro promo The Hidden Door avremmo dovuto incidere solo quattro canzoni, ma dato che Maurizio fu velocissimo a registrare le parti di batteria e ci restava ancora del tempo mi chiese se avevo qualche altro pezzo pronto. In realtà avevo in mano solo l'arpeggio iniziale e il ritornello, ma decisi di tentare e vedere se fosse possibile riuscire a venirne a capo. Il risultato fu Temple Of Heroes che risultò essere forse la canzone più interessante di quel primo cd, tanto che fu scelta dalla Dracma Records per essere inserita nella compilation Nightpieces Vol. 5. Negli anni è stata poi riarrangiata e resa più potente fino a trovare posto in versione definitiva su The Prophecy.


R&MimB: La seconda mi pare ovvia: come è stato lavorare con The voice Roberto Tiranti che compare anche nel video di My Fellow Prisoner?
Geminy: Marco: La collaborazione con Roberto è nata in maniera molto spontanea,anche perchè ormai è da diversi anni che ci conosciamo. Gli abbiamo chiesto se sarebbe stato interessato a registrare il brano con noi e lui si è dimostrato subito disponibile. Si è inoltre impegnato a partecipare anche al video, tutto sempre con una grandissima professionalitá e semplicitá.


R&MimB:  Spezzo un'altra lancia a vostro favore. La timbrica del vostro cantante Filippone, molto più calda e interpretativa rispetto alle sirene monocorde a cui oggi siamo abituati.
Geminy: Marco: la voce di Francesco è a mio avviso molto espressiva, specialmente quando si muove su tessiture medio alte. Trovo che abbia soprattutto un timbro molto riconoscibile, cosa che spesso non si puó dire di molti cantanti power metal.


R&MimB: Veniamo ora all'aspetto live: ce ne sono in programma? Quanto è importante per voi questo aspetto? E soprattutto, cosa si deve aspettare una persona che assiste ad un vostro show?
Geminy: Marco: Il 2 marzo abbiamo presentato per la prima volta l'album per intero nella nostra Genova! Per noi è stato molto emozionante vedere persone che per la prima volta indossavano le nostre t-shirt e conoscevano le nostre canzoni. Altre date per promuovere il disco le stiamo pianificando. Per noi l'aspetto live è molto importante anche perchè ci permette di entrare in contatto diretto con chi supporta la nostra band. In un nostro show la gente può trovare uno spettacolo molto diretto e molto Rock N' Roll! Se qualche locale o qualche promoter volesse contattarci può farlo alla nostra mail geminyproject@hotmail.it


R&MimB: Visto che vi ho trattato bene..... C'è già qualche nuova canzone composta? Avete gìà un'idea di quello che sarà il prossimo album?
Geminy: Marco: I pezzi per il prossimo disco sono giá in lavorazione e posso dirti che suoneranno più "moderni" e heavy rispetto a quanto proposto su The Prophecy. Si tratterá quasi sicuramente di un altro concept album ma non più legato a tematiche puramente fantasy. All'interno troverá posto anche una cover di un brano Geminyzzato a dovere che andremo a svelare prossimamente!


R&MimB: Chi sono i Geminy nella vita di tutti i giorni? Rockstar 24 ore su 24 oppure persone normalissime?
Geminy: Ivano: direi che i Geminy di tutti i giorni sono persone normalissime, ciascuno con la propria occupazione e tempo impegnato, accomunati da un'enorme passione per la musica. Nulla di più nulla di meno.


R&MimB: Prima di concludere, vorrei tornare un attimo su quello da me sentito nel vostro disco: un gruppo che suona progressive metal, senza riempire le song di virtuosismi fini a sè stessi, che intraprende un discorso personale senza copiare spudoratamente Dream Theater; sono andato lontano?
Geminy: Marco: Direi che l'idea è esattamente questa. Abbiamo sempre cercato di comporre dei brani dove la musicalità e l'atmosfera dei pezzi fossero il punto focale e non un continuo sfoggio di virtuosismi. Pur amando noi tutti i Dream Theater sarebbe stato un qualcosa di sterile e poco significativo fare un copia e incolla di loro riff o ritmi.


R&MimB: Lascio a voi la chiusura.
Geminy: Marco: Grazie davvero per l'intervista e per il supporto! Colgo l'occasione per ringraziare tutti ciò che seguono la nostra band e tutti quelli che avranno modo di leggere quest'intervista! Se volete avere più notizie sulla band o contatarci ricordo il nostro sito geminyproject.com e la pagina Facebook facebook.com/geminy.home . STAY METAL!!!!