Intervista a Roberto Tiranti (Vanexa Labyrinth A Perfect Day)

A CURA DI R&MIMB

15/12/2012

Quando una voce è capace di far vibrare le corde più profonde dell'anima, non solo essa pulsa di mille sensazioni, ma suscita in chi ascolta quella voce le stesse grandi emozioni. Con grande piacere lo staff di Rock & Metal in my Blood ha l'onore di fare quattro chiacchiere con il poliedrico Roberto Tiranti, voce sensazionale ed uno dei maggiori motivi d'orgoglio per la musica italiana.

R&MIMB: Ciao Roberto, grazie per il tempo che ci dedichi nonostante i tanti impegni. La prima domanda è d'obbligo, quando hai capito che la musica sarebbe stata la tua strada?
Roberto Tiranti: Non mi sono mai posto il problema del "cosa far? da grande" poiché la musica ha sempre occupato la mia vita sin dall'infanzia. Tutto è stato assolutamente naturale, tant'è che alla mia prima carta d'identità, nonostante fossi uno studente di 15 anni insistei per avere "musicista" alla voce "professione"

R&MIMB: Hai iniziato giovanissimo la tua carriera, se non erro con un gruppo di amici davate spettacoli live nei locali della tua zona di nascita...
Roberto Tiranti: Correva l'anno 1988, durante il mese d'agosto un caro amico che non vedevo da tempo riparlò della sua passione per la batteria e sentendomi cantare e suonare la chitarra mi chiese di formare un gruppo. Il giorno dopo ci trovammo e nacque così la mia prima band, con annessa sala prove in un box .Ricordo quegli anni con un pizzico di nostalgia, tutto era "nuovo" tutto era stupendo e meno viziato dai problemi della vita da adulto

R&MIMB: Dopo le prime esperienze amatoriali, è arrivato lo studio del canto, anche quello lirico. Dove e quanto hai studiato?
Roberto Tiranti: Nel 1988 in concomitanza con la nascita del gruppo mi sono sentito in dovere di approfondire l'argomento tecnico vocale presso una scuola di genova che ormai non esiste più, si chiamava Vanguard School ed al suo interno aveva musicisti di grande valore. Nel 1991 mi sono spostato all'Accademia Musicale Teresiana ad Arenzano dove ho studiato fino al 1996, anno in cui poi passai l'ammissione al Conservatorio di Genova che frequentai per soli due anni. Successivamente ho studiato ed ancora saltuariamente studio col Maestro Ottavio Garaventa, tenore di fama internazionale

R&MIMB: La prima esperienza importante è quella con i Vanexa, band con la quale nel 1994 incidi l'omonimo album. Puoi dirci qualcosa a proposito di questa avventura?
Roberto Tiranti: Il disco fu registrato fra il 1992 e la fine del 1993 uscendo poi nel 1994. Entrai nella Band nel Gennaio del 1990, fu l'ennesima grande emozione della mia vita musicale. Conoscevo i Vanexa da svariati anni, all'età di 12 anni spesso mi trovavo con loro poiché amici di mio padre, a mangiare la pizza o nel bar all'Aplicella(sv) erano semplicemente amici che stimavo profondamente. Nel luglio del 1989 mi recai a sentire una loro sessione di prove, il cantante non era presente poiché in realtà la band si era in un certo senso sciolta, chiesi se potevo cantare alcuni loro brani. Li per li fra il divertito e lo scettico mi dissero "prego! li c'è il microfono" alla fine del brano calò il silenzio e fra me e me pensai "perfetto! ho fatto cagare". Ruppe il silenzio il chitarrista Roberto Merlone" dicendo qualcosa del tipo "abbiamo di nuovo un cantante"..che figata (sorride n.d.r) Abbiamo di fatto smesso di suonare nel 1995, ma nel 2008 la band si è riformata, abbiamo fatto uscire un cd live e siamo in procinto di registrare un nuovo album!!!
Ovviamente ho portato nei Labyrinth il grande Sergio Pagnacco bassista dei Vanexa poichè è una persona meravigliosa ed un rocker di vecchio stampo, solido e talentuoso

R&MIMB: Per un ragazzo con una forte passione musicale e che ha deciso di intraprendere il suo lavoro in quel campo, entrare a far parte di una delle band storiche italiane deve essere stata un'emozione incredibile, mi riferisco ai New Trolls. Raccontaci questa tua esperienza.
Roberto Tiranti: Dopo i Vanexa l'altra grande emozione venne proprio dai New Trolls. Col mio primo gruppo nel lontano 1988 cantavo un brano dei New Trolls dal titolo "vorrei comprare una strada", ho sempre amato quella band che scoprii grazie a mio padre nel 1979 ascoltando il Concerto Grosso. Nel gennaio del 1996 fui chiamato per sostenere una sorta di audizione, ero già stato ascoltato dal batterista Alfio Vitanza e dal loro Manager che entusiasti di me fecero il mio nome a Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo. Ricordo che era l'ultima settimana di Gennaio, mi recai da loro con le gambe che tremavano e la settimana dopo ero già a fare prove sul palco dell'Ariston..non male per un ventiduenne no?

R&MIMB: Il 1997 immagino sia per te un anno importante per la carriera, entri a far parte dei Labyrinth sostituendo un altro grande vocalist (Fabio Lione). Da allora sei rimasto sempre un membro fisso della formazione, immagino che i tuoi compagni siano oltre che colleghi anche dei familiari ormai...
Roberto Tiranti: Come in ogni buona famiglia che si rispetti gli alti e bassi sono fisiologici ma posso assicurarti che Olaf e Andrea sono persone a cui tengo davvero molto, lo stesso dicasi per Andrea de Paoli ed i nuovi arrivati Bissa e Pagnacco, quest'ultimo amico di vecchia data. Ricordo con affetto anche il grande Mattia Stancioiu, ha scelto un' altra strada ma lo considero sempre un ottimo musicista ed un amico sincero. Pier Gonella in fine suona di nuovo con me nei Vanexa e ne sono felicissimo

R&MIMB: Nel 1998 pubblichi con i Labyrinth "Return to Heaven Denied" al quale sono particolarmente legata. Lo trovo un prodotto ricco innanzitutto di emotività, particolare per me importantissimo nella musica, e non da meno, è il connubio tra melodia e potenza che contraddistingue l'album. Quali ricordi sono legati alla registrazione di "Return.." e a quel periodo della tua vita?
Roberto Tiranti: Ennesima "svolta" della mia vita!non avevo nessuna intenzione di appartenere ad un gruppo metal avendo da poco "congelato" i Vanexa e facendo parte dei New Trolls. Olaf mi telefonò a Marzo del 1997 colpito dal cd dei Vanexa e udite udite dalla mia performance Sanremese, il resto è storia (sorride n.d.r.) ad aprile/maggio 1997 registrammo il promo di Return che poi fu ascoltato dalla Metal Blade e ci fruttò un contratto che mai avremmo immaginato di ottenere. Return è un disco importantissimo che portò tutti noi all'onor del merito ma forse non essendo ancora adeguatamente "maturi" non sapemmo gestire al meglio tanta fortuna

R&MIMB: Quale lavoro nella discografia dei Labyrinth ritieni il più riuscito e perché?
Roberto Tiranti: Sono legato ad ogni album in modo particolare, ma forse Return parte seconda, è per me quello che più dimostra la maturazione del gruppo nonostante per qualcuno sia un "passo indietro". Freeman  un ottimo album idem il tanto criticato Sons of Thunder passando per l'omonimo del 2003

R&MIMB: Dal mondo del metal ci spostiamo a quello dei musical. Nel 2003 arriva la tua performance ne "I Dieci Comandamenti" in cui interpreti il faraone Ramsete II. Quale arricchimento ti ha portato questa avventura?
Roberto Tiranti: L'approccio al musical è tutt'altra cosa rispetto ad una qualsiasi esibizione live. Stare in scena con costumi, trucco e di conseguenza vestire i panni di un "personaggio" non è sempre una passeggiata, di certo c'è bisogno di grande disciplina, nulla può essere improvvisato. Nei 10 comandamenti anche il minuscolo errore di posizione sul palco poteva creare molti problemi poiché spesso oltre a noi cantanti, la scena era caratterizzata da circa 35 ballerini, ti assicuro che trovarsi nel punto sbagliato poteva voler dire essere letteralmente travolti.

R&MIMB: C'è un musical al quale sei particolarmente legato o che vorresti interpretare se ne avessi l'opportunità?
Roberto Tiranti: Non sono un grande amante dei Musical di certo sono amante di quello che per me è "il musical" e cioè Jesus Chirst Superstar, che ho avuto modo d'interpretare in giovane età ed al momento sto affrontando in versione "concerto" con una ottima band Genovese.Ci esibiremo a Bergamo il prossimo 23 Novembre

R&MIMB: Le tue avventure nel mondo della musica, grandi o piccole che siano, sono state piuttosto numerose, a parte quelle citate nelle mie domande, c'è ne una che vuoi menzionare a livello affettivo o professionale, o per entrambi i motivi?
Roberto Tiranti: In quasi 25 anni di grandi emozioni legate alla musica ne ho provate tante da poterci tranquillamente scrivere un libro. Oltre alla gioie condivise coi Vanexa, coi New Trolls, coi Labyrinth etc. posso dirti che è stato davvero gratificante entrare in contatto con Ian Paice, Glenn Hughes, Ken Hensley, Clive Bunker, "eroi" della mia gioventù che hanno voluto condividere non solo la professione ma anche e soprattutto l'amicizia. La stessa cosa sta accadendo con Stef Burns, musicista di enorme talento che ha voluto condividere con me un mini tour al termine del quale è nata una reale amicizia. Ti assicuro che tutto ciò vale molto più di cifre a 4 zeri

R&MIMB: Attualmente oltre che nei Labyrinth, sei parte di altri gruppi quali 999 Tribute to the Police e la prog rock band Mangala Vallis in cui ricopri il ruolo di cantante e bassista, inoltre sei parte del quartetto vocale Batti-becchi. Ma è degli A Perfect Day che voglio parlare, il tuo nuovo gruppo in cui ti affiancano due colleghi dei Labyrinth, Andrea Cantarelli e Alessandro Bissa. Parlaci di questo progetto...
Roberto Tiranti: Tutto è nato dalla volontà di Andrea di dare alla luce un album solista. Dopo aver scritto le prime idee però Andrea si rese conto che ciò che stava nascendo aveva più a che sfare con una reale band che al classico progetto solistico strumentale e quindi m'interpellò facendomi ascoltare quelle prime idee. Rimasi entusiasta intravedendo le potenzialità del progetto e mi misi subito al lavoro, venne successivamente coinvolto Alessandro Bissa ed il resto ormai è dato da questo nostro primo album

R&MIMB: A cosa è dovuta la scelta di questo nome per la band, "Un giorno perfetto"?
Roberto Tiranti: Si tratta semplicemente di un modo ironico di vedere la vita, raramente vivi giorni perfetti, spesso non c'è nulla da ridere ma a noi piace pensare che ci sia sempre chi sta peggio e che comunque la vita vada rispettata anche quando picchia duro. Mai arrendersi, mai alzare bandiera bianca e la forza per agire in questo modo noi la troviamo da sempre nella musica

R&MIMB: L'omonimo album uscito a fine novembre 2012 ha uno stampo sicuramente più hard rock, ma personalmente sento molto l'influenza artistica alla quale avete abituato i fans con le sonorità dei Labyrinth. Certamente la melodia ricopre un ruolo più profondo e parlo di hard rock poiché determinate note è palese che vengano proprio dal profondo dell'anima. Chi si occupa del songwriting?
Roberto Tiranti: In alcuni brani quali "Another Perfect Day" o "Waiting on the Erge" non è difficile sentire richiami Labyrinthiani del periodo "Freeman" o "6 Days to Nowhere" e credo sia fisiologico dato che allora i maggiori compositori eravamo io ed Andrea. Nonostante ciò A.p.d. è distante dal mondo Lab. Qui gli autori siamo io ed Andrea, Andrea ha scritto i riffs e le strutture dei brani e si è preso cura degli arrangiamenti mentre io mi sono preso cura di testi e melodia, l'unico brano scritto in toto da Andrea è "Now and Forever" dedicato a suo figlio

R&MIMB: Su quali tematiche ruotano sostanzialmente le tracce?
Roberto Tiranti: Solitamente mi faccio "consigliare" il contenuto dall'atmosfera musicale del brano e in quest'album vi sono svariate differenti tematiche. Si va dal solitario protagonista di "Another perfect day" che ci spiega la sua quotidianità dell'ironico giorno perfetto con la sua routine a "Alone and Free" dove in un certo senso sempre lui (che poi sarei io) dice no alla omologazione che la società vorrebbe imporgli. Non mancano i testi d'amore, "Under the same sun" e "Warm embrace" sono anch'essi inerenti alla mia attuale situazione sentimentale, c'è spazio anche per l'ecologia in "Long road to ruin" o per una maggior consapevolezza di se su "Silent cry" dove chiaramente mostro il mio lato più riflessivo e se vogliamo un minimo depresso, visti i tempi in cui viviamo, dando però come ultimo segnale il fatto che c'è sempre rimedio a tutto. Con "We only say goodbye" chiudiamo il disco con ottimismo, parlando essenzialmente di quanto la musica sia stata determinate nelle nostre vite! Goodbye inteso come " questo è l'utlimo brano del disco" ma ci rivedremo presto

R&MIMB: L'immagine di copertina è a primo impatto molto semplice, un comunissimo viale alberato, ma c'è qualcosa di magnetico, i colori freddi e la copiosità dei tronchi su tutti i passaggi paralleli, il logo della band che capeggia in grande stile in un rosso traslucido ma deciso allo stesso tempo. Cosa rappresenta questa immagine?
Roberto Tiranti: Il sunto di quanto viene "raccontato" attraverso le 10 canzoni contenute nell'album ed allo stesso tempo lo specchio del "giorno perfetto", in questo caso freddo e piovoso ma col passare della stagione fredda lo stesso scenario assumerà altri colori e molta più positività

R&MIMB: Cosa c'è nel futuro professionale di Roberto Tiranti? Attività che vorresti intraprendere, live e/o collaborazioni...
Roberto Tiranti: Non pongo limiti alla provvidenza (sorride n.d.r.) e soprattutto non faccio mai progetti a lunghissimo termine. In questi anni sto constatando che lavorare bene con coscienza ed impegno porta sempre e comunque nuove ottime prospettive, talvolta inaspettate. Ora devo dare il massimo per A.P.D. e per gli altri progetti da te menzionati, credo che questo sia il modo giusto per avere indietro le soddisfazioni di cui ho bisogno. Come viene detto alla fine di "Now and forever" REMEMBER LOVE JUST BRINGS LOVE!

R&MIMB: L'ultima domanda è se c'è qualcuno nella tua vita che ti ha sempre sostenuto in questo viaggio, un punto di riferimento o semplicemente un appoggio morale sul quale sai di poter sempre fare affidamento.
Roberto Tiranti: Non sarei qui se non avessi avuto l'appoggio della mia famiglia, a loro devo davvero molto, lo stesso dicasi per l'attuale compagna con cui vivo da 10 anni

R&MIMB: La nostra chiacchierata è terminata, ti ringrazio Roberto per il tempo che hai concesso a noi di Rock & Metal in My Blood, un grandissimo in bocca al lupo per il nuovo progetto e per tutto il resto che verrà!!!
Roberto Tiranti: Grazie a te Roberta, grazie a Rock & Metal in My Blood e a tutti i lettori. Ci vediamo ai concerti degli APD nel 2013!

Roberta D'Orsi