BORIS LEONI

INTERVISTA

A CURA DI R&MIMB

12/05/2015

Nato nel 1976, Boris Leoni ha iniziato la sua attività di tatuatore nel 1991. In più di due decadi di attività, Boris ha tatuato migliaia di persone provenienti da tutto il mondo, divenendo famoso per la sua prolifica attività e l'estrema dedizione con i quali vengono eseguiti i suoi lavori. Negli ultimi tempi, sta concentrando i suoi interessi sul "Bianco&Nero", sullo stile giapponese e sul Trash Ink. Ha avuto modo di collaborare con un nutrito numero di artisti, come Herbert Hoffmann e Maurizio Fercioni. Cresciuto a Milano, ha ora posto la sua base ad Erba, nella Brianza.

R&MIMB: Quando sei entrato in contatto, per la prima volta, con questo mondo?
Boris Leoni: Ho avuto il mio primo incontro con quest'arte controversa intorno ai dieci anni circa. Camminando al mare vidi un signore con una mega aquila sul petto, color verde blu, insomma un classico lavoro carcerario e ne rimasi subito affascinato. In quel momento scattò una specie di molla dentro di me, la curiosità di sapere come era stato realizzato era incontenibile e tempestai il signore di domande come solo un ragazzino di dieci anni riesce a fare.

R&MIMB: L'arte del tattoo è purtroppo vista, molto spesso, con occhi pregiudizievoli. Cosa ti senti di dire a chi tende a demonizzare il tuo mondo?
Boris Leoni: Mi sono fatto le ossa, lavorativamente parlando, negli anni novanta, un periodo in cui il tattoo cominciava a mostrarsi in giro per Milano con un po' meno timidezza: si aprivano i primi studi ma come ogni cosa nuova e molto distante dal pensiero comune, il tatuaggio veniva additato come qualcosa di negativo, un segno di riconoscimento per i "poco di buono", insomma. Ai tempi non si cercava neanche di avere un rapporto con chi non ti accettava. La paura del diverso passava anche attraverso l'inchiostro sulla pelle. Adesso, a distanza di più di due decenni, sembrerebbe che le cose si siano capovolte, sembrerebbe esserci una mentalità più aperta anche se uno dei motori principali di questa apertura è l'aspetto business del tatuaggio... e non so quanto sia una cosa positiva. Se proprio devo trovare qualcosa da dire a chi tende ancora a demonizzare il tatuaggio... beh ecco, mi piacerebbe ricordargli che tutto ciò che è nuovo fa paura, ma grazie al cielo il mondo tende a progredire in un modo o nell'altro, e le paure basate sui pregiudizi tendono a sparire man mano.

R&MIMB: Ti è mai capitato di dover coprire tatuaggi fatti con il metodo casereccio a base di ago e china? Su internet esistono delle vere e proprie guide per imparare a farli. Cosa ne pensi?
Boris Leoni: Ognuno sceglie da dove partire, che tecniche utilizzare e le direzioni in cui spingere la propria sperimentazione. Per quello che mi riguarda non ho pregiudizi a riguardo, ci sono fior fior di professionisti che hanno fatto di questo metodo la propria via, mantenendo un approccio il più possibile tradizionale. E' una scelta rispettabile. Poi c'è anche chi approccia questo metodo con incoscienza e superficialità, fa danni e si, anche a me è capitato di doverne coprire alcuni realizzati da altri. Credo che comunque stia alle cosiddette "cavie" avere un po' di amore per se stessi, e rendersi conto che un tatuaggio è qualcosa di permanente.


R&MIMB: Ogni tatuatore ha un suo punto di forza. Qual è lo stile (soggetti, motivi ecc.) per il quale ti senti più portato?
Boris Leoni: Mah.. ti dirò, io vengo da anni dove il tatuatore per vivere doveva essere competente in tutto: colori, bianco/nero, tribali, etc. Nel tempo poi però affini la tua tecnica e tendi a prediligere più uno stile rispetto ad un altro: quello che mi fa stare meglio e mi sprona sempre più a migliorare è il bianco&nero per via delle sue profondità, delle armonie con tutte le sue sfumature di grigi e le campiture omogenee. In più ultimamente sto anche lavorando molto sui trash ink, uno stile un po' più moderno in cui sicuramente l'esperienza degli anni passati aiuta molto.

R&MIMB: Viceversa, qual è il tipo di stile che proprio non riesci a sentire tuo?
Boris Leoni: Lo stile classico, il "traditional" europeo con cui i nostri "avi" hanno iniziato. Un po' troppo americano per i miei gusti, le linee spesse, le campiture piatte e le sfumature grattate, non mi emozionano né mi appartengono.

R&MIMB: Quale correlazione dai alla musica nel contesto del lavoro che svolgi, è solo un sottofondo per intrattenere i clienti dello studio o è frutto di scelte mirate?
Boris Leoni: La passione per la musica è cresciuta a pari passo con quella per il tattoo, ho anche militato per anni in band hardcore/metal e suonato spesso dal vivo. Non potrei mai tatuare senza musica... uscirei pazzo! Che mi motivi, che mi dia energia o serenità o anche che sia di semplice sottofondo, c'è sempre della musica mentre tatuo, ma è frutto del rapporto intimo che ho con Lei. Se poi quello che ascolto mentre lavoro piace anche ai miei clienti, beh ben venga!

R&MIMB: La musica che ascolti ha influenzato il tuo stile o hai seguito un percorso artistico indipendentemente da quello che proponi ?
Boris Leoni: No, non è che se faccio tatuaggi con tematiche horror e ascolto death metal. Non funziona così, o almeno non per me. Come nei tatuaggi, anche nella musica ho i miei gusti, ma non influenzano né il mio stile né il mio approccio al lavoro. Tattoo e musica sono entrambe due arti, spesso vissute dalle medesime persone, ma quando un percorso artistico progredisce, in musica come nel tattoo, è difficile e per certi versi stupido rinchiudersi nei clichè dei generi, no?

R&MIMB: Come vedi l'arte del tatuaggio in correlazione col mondo della musica Rock, anni addietro erano pochi i musicisti che sfoggiavano tatuaggi, e solo negli ultimi vent'anni questa cosa ha preso piede.
Boris Leoni: Forse preferivo la genuinità che c'era tempo fa. Che ne so, Stive Harris degli Iron Maiden che porta su di se la sua creazione musicale, mi dà l'idea di una motivazione più profonda. Al giorno d'oggi sembra che essere tatuati sia un must per le nuove rock star, una voce che bisogna avere per forza nel curriculum. Poi ovviamente c'è gente che lo fa ancora per motivi genuini, ma l'impressione che ho è quella più della moda del rocker di plastica, che quella del ribelle genuino di un tempo.

R&MIMB: Oltre a tatuare suoni qualche strumento e, in caso di risposta affermativa, quale genere suoni?
Boris Leoni: Il mio strumento è il basso elettrico, lo suono da circa 25 anni. Ho sperimentato un po' di tutto, dal Blues al Metalcore, passando per rock ed hardcore. In questo periodo sto per partire con un progetto di musica elettronica con basi di basso suonato realmente, una cosa un po' sperimentale... speriamo di divertirci!

R&MIMB: Hai mai tatuato personaggi famosi del mondo musicale? (Metal ovviamente)
Boris Leoni: No, sono più legato alla scena underground, e qualcuno di quelli l'ho marchiato. Anche se ti confesso mi sarebbe piaciuto tatuare qualcuno di famoso per farmi raccontare qualche aneddoto.

R&MIMB: Parlaci della tua evoluzione come artista, del tuo studio.
Boris Leoni: Ho iniziato ne 1991. Iniziai in uno studio milanese e lì sono cresciuto un po' come autodidatta ma comunque con la possibilità di confrontarmi con altri artisti in crescita in quegli anni. Verso gli inizi del 2000 mi staccai dalla realtà Milanese; un po' per cercarmi una realtà più mia, un po' per trovare nuove ispirazioni e nuovi significati. Non è stato facile, è stato un periodo un po' di crisi. Verso la fine 2001 decisi di riaprire il mio studio nella Brianza profonda, dove il tatuaggio ancora non godeva di una buona reputazione.. e tutto questo dove poteva succedere, se non in un paesotto come Erba? Un po' di nuove sane incognite in un paesotto così tranquillo incastrato fra i laghi e la montagna! Forse era questo che cercavo. Da lì in poi ho sempre tentato di perfezionarmi in tutti gli stili che mi sono interessati, realistici, giapponesi ed ultimamente trash ink.

R&MIMB: Descrivi in breve il tuo approccio alla musica da quando l'hai ascoltata per la prima volta fino all'ultimo CD che hai acquistato.
Boris Leoni: Ma guarda, in generale mi piace di tutto, dal blues al metal, passando per l'hardcore. Mi piace la musica genuina in genere. Il mio primo disco fu un vinile di Bon Jovi, con "Keep the Faith" (che all'epoca per me suonava super rock). Da li poi ho scoperto gli Iron Maiden e mi si è aperto un mondo! Il mio ultimo cd acquistato è "Catacombs of the Black Vatican" dei Black Label Society.

R&MIMB: Band preferita e genere preferito?
Boris Leoni: Sentimentalmente parlando, sono molto legato agli Iron Maiden che per me rappresentano un po' il mio battesimo musicale. Poi si cresce, si sperimenta e si vanno ad ascoltare le cose più disparate. Attualmente mi ritrovo ad ascoltare Trentemoller per poi spaziare con Hatebreed, Black Label Society, Emmure? non mi fermo mai e non sono mai sazio con qualcuno in particolare

R&MIMB: Oltre al Rock/Metal quale altro genere ti piace ascoltare?
Boris Leoni: Come ti dicevo sto sperimentando ed ascoltando anche tanta elettronica alternativa, un po' per via della band un po' per curiosità e piacere personale.

R&MIMB: Qual è la cosa che Odi di più tatuare e perché?
Boris Leoni: Per rispondere a questa domanda potrei scrivere un libro intero ma non voglio annoiarvi quindi la faccio breve: odio tatuare tutti quei simboli che di base dovrebbero avere un significato profondo, ma che mi hanno chiesto così tante volte da farmici diventare allergico. Tutti i soggetti iper inflazionati insomma.

R&MIMB: Potendo scegliere quale musicista ti piacerebbe tatuare, e perché?
Boris Leoni: I musicisti che ammiro sono davvero tanti. Ultimamente, fra tutti, sarà per le sensazioni che i suoi pezzi sono in grado di darmi, sarà per lo "stile" o sarà per la persona in se... beh diciamo che due chiacchiere con Zakk Wilde durante una seduta me le farei volentieri.

R&MIMB: Il concerto migliore che hai visto finora?
Boris Leoni: Beh Rammstein sicuramente. Forse più per un discorso scenico: fuoco, fiamme, forse un po' troppo tamarri, ma la prima cosa che ho pensato appena è finito il concerto è stata: "quando li rivedo di nuovo?"

R&MIMB: Puoi salvare solo tre album della tua collezione, quali scegli e perché?
Boris Leoni: Domandona da un milione di euro! beh il primo in assoluto rimane "Seventh Son of Seventh Son" degli Iron Maiden, secondo "And Out Come the Wolves" dei Rancid e poi direi "Mafia" dei Black Label Society.

R&MIMB: Le tre cose del tuo lavoro di Tatuatore che salveresti per tramandare questa professione ai posteri (sono escluse le macchinette e le attrezzature ovviamente), quali sono e perché?
Boris Leoni: Beh direi che l'igiene sul lavoro è fondamentale in primis per se stessi e di riflesso anche per i clienti. Poi altro fattore non trascurabile è la determinazione: non è un mestiere facile, se lo vuoi fare ad alti livelli non devi mai abbattere e rimanere concentrato per crescere costantemente, come persona e come figura professionale. Poi un'altra cosa che questo lavoro insegna e che comunque è fondamentale è l'umiltà: non bisogna mai pensare di essere arrivati, c'è sempre da imparare, non bisogna cadere nella facile trappola dell'attitudine da rockstar né tantomeno credersi i salvatori di quest'arte o peggio ancora del mondo. Siamo semplicemente artisti/artigiani che lavorano con inchiostri, aghi e lembi di pelle.

R&MIMB: Per finire puoi lasciare un messaggio ai nostri lettori legato alla tua attività, cosa vuoi dire?
Boris Leoni: Quello che tento di fare nel mio studio è mettere la persona davanti a tutto: tento di capire chi ho davanti, i suoi sentimenti, le sue specificità e le sue richieste. Metto la mia esperienza e la mia professionalità a disposizione del cliente e, che si tratti di un lavoro enorme o un lavoro piccolissimo, la priorità in assoluto è la persona che ho davanti.